TERAMO, 28 NOVEMBRE – Un’immagine grigia, confusa. Un uomo poco leale e certamente poco limpido. Ma supposto questo, Salvatore Parolisi è davvero un assassino? Ha davvero assassinato la moglie? Per il momento, anzi dal 20 luglio scorso, si trova in carcere, accusato unico per l’omicidio della moglie aggravato dalla crudeltà, dalla parentela, dalla minorata difesa e dai futili motivi; l’uomo inoltre si sarebbe macchiato – secondo l’accusa – anche del crimine di vilipendio di cadavere ed occultamento di prove. Laddove il vilipendio sarebbe servito a null’altro che a depistare le indagini. Sin ora, però, la sola certezza è che Parolisi sia reo di aver tradito la moglie, di avere mentito a lei ed a tutti (parenti, inquirenti ed amante\i).

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Già perchè tradiva Melania, la tradiva mentre lavorava e lei lo aveva scoperto, o meglio lui glielo aveva detto:“Ho chiamato Melenia e le ho detto: Senti, io ho fatto questo, questo, questo, e ti dico la verita’, ho avuto un rapporto anche sessuale con questa donna. Lei mi ha detto che ero un bastardo e che non voleva piu’ sentir parlare di me. Me ne ha dette di tutti i colori: che le facevo schifo, che voleva le carte del divorzio, che ero un bastardo. Mi ha insultato e minacciato. Io le ho detto che non poteva trattarmi cosi’; o mi perdonava o mi lasciava stare, perche’ io non volevo rovinare tutto quello che c’era stato con lei”.

E’ il contenuto di un’audizione inedita, trasmessa da ‘Domenica Cinque’, nella quale Salvatore Parolisi parla del suo rapporto con la moglie. “Mi disse cha stava male e non voleva vedermi, pero’ io cercavo sempre di avere un contatto con lei, ma se la chiamavo non mi rispondeva – prosegue Parolisi – le ho chiesto se voleva che prendessi licenza e andassi da lei, ma mi ha detto di no, percio’ sono sceso il venerdi’ ed ero anche piu’ tranquillo perche’ avevo parlato anche con Ludovica e sapevo che lei non avrebbe fatto casini”.

E oggi, mentre si continua a parlare di un uomo poco sensibile e poco onesto, il sostituto procuratore generale della Cassazione, Giovanni De Santis, in udienza, alla prima sezione penale, ha chiesto il rigetto del ricorso presentato dalla difesa di Parolisi. Pena confermata dunque, ma secondo il difensore del Caporal Maggiore, sarebbero state sottovalutate prove a discolpa dell’indagato.

Un caso che continua a far parlare, un uomo che processa la sua innocenza, una donna morta e una bambina praticamente orfana. Omicidi, bugie, tradimenti, sembra la trama di un film, invece è la realtà, la realtà di un uomo che non sapeva affrontare la sua quotidianità e si nascondeva dietro a scappatelle e sotterfugi, la realtà di un uomo ormai “vittima”, forse, delle sue bugie.

Alessandra Scarciglia