BOLOGNA, 26 NOVEMBRE – L’esame autoptico sulla carcassa del lupo morto trovato al parco dei Gessi bolognesi rivela la vera natura della morte dell’animale: avvelenamento da fosfuro di zinco. Come tre anni fa per un altro lupo. Sconosciuti i motivi però. Così, in una nota, il Parco dei Gessi bolognesi e calanchi dell’abbadessa riferisce alla stampa circa il ritrovamento, il mese scorso, di un lupo, di circa tre anni, morto sul ciglio della strada a Osteria Grande, frazione del comune Castel San Pietro Terme. Sulla carcassa dell’animale non vi erano segni di deperimento o malattia, e il luogo del ritrovamento aveva fatto presupporre un investimento automobilistico accidentale.

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Ma l’esame autoptico ha rivelato, invece, un’amara verità: “Sebbene il luogo ed il contesto di ritrovamento facciano apparire la causa del decesso come attribuibile a un trauma da investimento – si legge nel documento – la presenza di modestissime lesioni ai tessuti molli o allo scheletro risulta da sola insufficiente ad indurne in alcun modo la morte. Ciò fa ritenere l’investimento come l’atto conclusivo di un percorso iniziato alcuni giorni prima con l’ingestione di un’esca contenete un tossico ad azione anticoagulante”.

Il tossico in questione è rappresentato da una miscela di cibo e fosfuro di zinco, sostanza fortemente letale, utilizzata per avvelenare i comuni roditori in una volta sola. Quest’avvelenamento, inoltre, non sarebbe, purtroppo, un caso isolato. Gli esami tossicologici eseguiti sulla carcassa di un altro lupo trovato morto circa tre anni fa, nel 2008, sulla strada e appartenente, molto probabilmente al complesso naturalistico del Parco dei gessi bolognesi, rivelerebbe la stessa percentuale di veleno rinvenuta in quest’ultimo lupo.

Che esista qualcuno a cui i lupi non sono particolarmente simpatici? La caccia è appena iniziata.

Federica Palmisano