BOLOGNA, 21 NOVEMBRE “Le autorita egiziane rispettino i diritti umani e ascoltino le aspirazioni democratiche dei cittadini”. É quanto ha chiesto il responsabile della diplomazia dell’Ue Catherine Ashton condannando il ricorso alla violenza che ha causato morti e feriti al Cairo. Esorto ”alla calma e alla moderazione” e ”condanno il ricorso alla violenza”, ha detto Ashton. Intanto il Consiglio supremo delle Forze armate, che gestisce la presidenza, ha sollecitato stasera un’indagine sugli scontri.

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Tuttavia è ancora alta tensione in Egitto: al Cairo sono ripresi i disordini in piazza Tahrir, dove centinaia di dimostranti hanno intrapreso scontri con la polizia in assetto anti-sommossa. Il bilancio delle vittime sale a più di 40 morti. A tre giorni dall’inizio delle proteste il bilancio degli scontri è di oltre 40 morti, mentre si contano centinaia di feriti. In piazza contro i militari sono scese anche molte donne. Incendio nella sede del partito di El Baradei.

Una vera e propria strage sta accadendo in Egitto.  Lo ha confermato una fonte dell’obitorio de Il Cairo. Un medico ha invece riferito di aver visto almeno 15 persone uccise a colpi di arma da fuoco. Stando alle affermazioni di personale dell’obitorio i morti tra i manifestanti sono saliti a 33.

La manifestazione, inizialmente organizzata dagli aderenti al movimento dei Fratelli musulmani, ha visto nelle ultime ore aggiungersi migliaia di cittadini comuni, tutti uniti nel protestare contro il maresciallo Hussein Tantawi che attualmente detiene il potere a capo di una giunta militare definita di transizione.

Nonostante le violenze in Egitto il capo del Foreign Office, William Hague, è ottimista sulla Primavera araba. Hague dice che gli scontri dei giorni scorsi “sono causa di preoccupazione per noi” e che “ci sono alcuni problemi in Egitto”, ma “le elezioni si svolgeranno presto” e “bisogna restare ottimisti sulla primavera araba nonostante i conflitti e le difficoltà lungo la strada.

Chiara Arnone