BOLOGNA, 15 novembre 2011 – Blitz dei ‘Draghi ribelli’ in Comune a Bologna. L’avevano annunciato e l’hanno fatto. Alle 16.30 una cinquantina di ‘draghi ribelli’, con indosso le maschere dei draghi, partono in corteo dal mercato di mezzo di via Clavature e si spostano fino a Palazzo d’Accursio, attraversando piazza Maggiore al suono dello slogan: “Noi al mercato, voi alla frutta”. Una volta arrivati in Comune, i ‘draghi’  salgono lo scalone e si fermano nell’anticamera del Consiglio, ad aspettarli ci sono una decina di vigili urbani.

“L’accampata maggiore si e’ spostata in Comune. Noi da qui non ce ne andiamo fino a che qualcuno non viene a darci delle risposte. Vogliamo che il sindaco Merola venga a darci delle risposte”, dicono al megafono. “Merola da che parte stai, dalla parte del 99% o dalla parte di chi difende le rendite?”. A ricevere gli indignati è uscita dalla sala del consiglio comunale Amelia Frascaroli.

L’assessore ha comunicato ai giovani che sono obbligati di lasciare l’ex mercato per ragioni legate alla sicurezza dell’area. Le stesse che hanno portato alla richiesta di sgombero. Aggiungendo che il Comune si sta impegnando a cercare un luogo adatto a loro e una volta trovato se ne parlerà. Frascaroli ha detto agli Indignati: “Lo spazio lo stiamo cercando e abbiamo gia’ ipotesi molto concrete, pero’ dovete mettetervi d’accordo tra di voi, parlarvi e cercate un’unita’“.

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Si sentono “sotto concreta minaccia di sgombero“, e allora gli occupanti dell’ex cinema Arcobaleno vogliono lanciare una petizione da far firmare alla cittadinanza. Un ulteriore segnale della volonta’ di non voler ‘levare le tende’. “Evidentemente il Comune e le istituzioni non hanno riconosciuto il valore sociale e politico di quanto stiamo costruendo e la sua potenzialita’. Per capire come stanno le cose sarebbe stato sufficiente passare al Community Center ieri sera (domenica 13 novembre, ndr): dopo la terza assemblea abbastanza partecipata in tre giorni, 400 persone hanno riempito la sala per assistere al film documentario ‘Old cinema’ di Davide Rizzo, dedicato proprio alle sale cinematografiche dismesse di Bologna”, si legge nella nota diffusa dagli occupanti. “E allora qual è il ‘danno’ di cui parla il sindaco Merola? Un luogo in disuso adesso è’ ripulito e attivo, attraversato da gente di tutte le eta’ e di diversa estrazione. Perche’- domandano ancora- il sindaco ci invita di lasciare gli spazi, appoggiando la Questura, dopo che lui stesso il giorno prima aveva riconosciuto le ragioni della nostra protesta?”. E se Santa Insolvenza si prepara a resistere, i Draghi ribelli si preparano a far visita al Consiglio comunale: un comunicato diffuso questa mattina presto conferma l’intenzione di dar vita ad “un momento comunicativo a Palazzo D’Accursio” per dare un segno tangibile “della determinazione ad andare avanti nel nostro percorso”. In Consiglio, i Draghi ribelli andranno con “cartelli colorati, striscioni e maschere per dire al sindaco che guardare l’impalcatura e non le nostre istanze e’ guardare al dito e non alla luna”.

Dopo le dichiarazioni del primo cittadino “ci viene ancora piu’ immediato pensare che la politica dei palazzi sia veramente lontana dalla societa’ civile, da chi vive Bologna ogni giorno e che la vorrebbe diversa. Infatti- scrivono i Draghi ribelli nel loro comunicato- solo pochi giorni fa sui giornali abbiamo letto il sindaco rispondere alla nostra occupazione considerandola ‘un’occasione di riflessione per la citta”. Forse il nostro sindaco ha riflettuto abbastanza, o forse anche lui, come il resto della casta, e’ uomo di buone parole, ma solo quelle”.

Nella richiesta di sgombero, proseguono, “abbiamo avuto la sensazione di ritrovare qualcosa di gia’ visto. La scusa dello sgombero e’ sempre la stessa, ‘questioni tecniche’, inagibilita’, ‘sgombero necessario per proteggere gli occupanti’. Ci viene da chiedere: che differenza c’e’ fra la precarieta’ di questo stabile e la precarieta’ di questo paese? Che differenza c’e’ fra l’inagibilita’ di questo posto e l’inagibilita’ delle nostre vite? Perche’ i politici si preoccupano delle nostre vite solo quando ci sgomberano e non si sono mai preoccupati in questi anni di mobilitazione. Non si nasconda dietro ad un dito signor sindaco, sappiamo che e’ una questione politica“.

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Le occupazioni non sono state viste con difficolta’ dalla Giunta e dal sindaco, ma come segnale della necessita’ di un dibattito su alcuni temi: precarieta’, cultura, fragilita’ sociale”. Dunque, l’avviso di sgombero annunciato dal primo cittadino, Virginio Merola, non ha l’intenzione di silenziare queste istanze. Lo spiega, parlando ai microfoni di Radio Citta’ del Capo, l’assessore comunale ai Servizi sociali e alla Partecipazione, Amelia Frascaroli, assicurando tutta l’intenzione dell’amministrazione di non concludere il dialogo con i movimenti.

‘Mediamo’. Questo il messaggio, rivolto a Questura e Comune di Bologna, che il ‘Community Center Santa Insolvenza’ rivolge sulla permanenza nell’ex cinema Arcobaleno.

Scrivono gli Indignati:Siamo aperti – hanno detto – ad un tavolo con il Comune e la Questura per decidere i tempi in cui lasciare questo spazio e ad una trattativa per averne un altro. Il cinema e’ di un privato che ha segnalato in questura la cosa, per tutelarsi – hanno spiegato – ma come atto dovuto. Poi ha delegato alla questura, quindi e’ a loro che ci rivolgiamo’’. Il messaggio dei giovani, che ieri hanno proiettato un documentario ‘’con 400 persone, facendo cultura gratis per la citta’’’, e’ chiaro: ‘’e’ folle che questa esperienza si concluda con uno sgombero che rischia di essere violento’’. Per la serata e’ in programma un bis: una proiezione di ‘corti’. ‘’Se qualcuno vorra’ venire a sgomberare, dovra’ farlo in silenzio – hanno scherzato – perche’ ci sara’ tanta gente che sta guardando dei film’’.

Per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza dell’ esperienza all’ex Arcobaleno, e’ partita una raccolta firme: tra i primi ad aderire l’attore Alessandro Bergonzoni.

Reportage a cura di Chiara Arnone