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ROMA, 15 NOVEMBRE – Il premier incaricato Mario Monti, ancora impegnato in difficili colloqui, chiede coesione e una partecipazione attiva della politica. Ma soprattutto, chiede un governo politico che possa durare fino a fine legislatura. “Non accetto esecutivo a tempo, coesione Nord-Sud necessaria per crescita”, ha dichiarato Monti ieri sera. “La politica può lavorare per trasformare questo momento difficile in un’opportunità”.

E alla politica il Professore, oltre alla coesione, chiede che i partiti assumano le proprie responsabilità. Finora in neo premier non è riuscito a convincere tutti: un no sicuro arriva da Umberto Bossi, che si riserverà di valutare i singoli provvedimenti. Il Pdl ha chiesto un governo tecnico che se ne vada appena terminato il preciso incarico.

Come risposta alla richiesta dell’ex maggioranza, Monti precisa che “L’orizzonte temporale nella quale il governo che sto apprestandomi a formare si colloca, è quello del periodo intercorrente tra oggi e la fine della legislatura, primavera 2013”

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Le altre forze hanno comunque garantito il loro appoggio. Monti è dunque disponibile a un governo senza rappresentanti politici ma non a un governo a termine.

Il premier incaricato ha informato che si lavorerà su riforme strutturali, e che parte delle misure richiederanno sacrifici, ma non a “lacrime e sangue”, termine che preferisce non usare. I sacrifici avranno effetti nel  2013. La condizione in cui si trova il Paese è “particolarmente seria” e impone misure “impopolari”, chiarendo che accanto al risanamento dei conti serve la crescita: una buona “parte delle risorse saranno destinate alla ripresa senza la quale il rigore è inutile”.

Il Professore chiede quindi “coesione politica” per trasformare questo periodo di crisi in una “opportunità di cambiamento. Inoltre, comunica di aver inserito nella lista delle parti ancora da sentire, i rappresentanti del mondo femminile e dei giovani.

Sabrina Brandone