ROMA, 10 NOVEMBRE – Nella notte è terminato il vertice a Palazzo Grazioli, per niente risolutivo e ad alta tensione, tra il PDL e la Lega, che ribadisce il proprio no al governo tecnico.  La lite ha coinvolto anche alcuni ex An, contrari come la Lega al governo tecnico, rilevando la volontà di andare subito a elezioni. Alto il rischio di una spaccatura all’interno del PDL.

Per il premier il sostegno a Mario Monti sarebbe ormai ineludibile. Lo stesso Berlusconi avrebbe ribadito che la grave situazione economica richiede scelte rapide, chiedendo agli alleati di decidere in fretta. Il presidente del Consiglio continua a chiedere tempo per riflettere, annunciando una risposta quanto prima, probabilmente già entro venerdì.

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Ieri il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha nominato Senatore a vita Mario Monti, indicato da mesi come possibile premier di un eventuale governo tecnico. Questa nomina, a detta di alcuni non del tutto a casa, è stata letta come un’eventuale preferenza da parte dello stesso Napolitano al dopo Berlusconi. Ma il Quirinale smentisce, definendo queste letture come “fantasticherie” e affermando che la nomina di Mario Monti a Senatore a vita “è un riconoscimento a un uomo che ha illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo scientifico e sociale”.

Il Presidente Napolitano ha colto l’occasione per lanciare un appello e ribadire che il paese sta vivendo un momento drammatico di crisi, e che “occorre fare presto” affinché l’Italia dia subito risposte e segnali importanti ai mercati, per bloccare la grave crisi di fiducia che investe i titoli del debito pubblico. Un appello, quello di Napolitano, proiettato a causa dei “livelli preoccupanti” toccati durante la giornata dal tasso dei BTP. Sulle dimissioni di Berlusconi, il capo dello Stato ha assicurato che “sono un fatto certo” e nei prossimi giorni apriranno la via a un nuovo governo oppure possibili elezioni anticipate “da svolgere entro i tempi più ristretti”.

Sabrina Brandone