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CORIANO, 31 OTTOBRE – Domenica prossima a Valencia ultima gara della stagione, la prima senza Super Sic. Toccherà agli amici di Marco Simoncelli ricordarlo, ai suoi colleghi, compagni di avventura, dopo che il circus della Formula Uno lo ha omaggiato prima del gran premio in India.

Tutto sarà in suo onore, i colleghi metteranno sul casco un numero 58 e mentre correranno sicuramente sarà vivo il ricordo del Sic. L’intero circuito celebrerà Marco con un minuto di silenzio, ma il papà Paolo, fa sapere in un’intervista che avrebbe un grande desiderio:”Domenica, durante il GP di Valencia, vorrei che invece di osservare un minuto di silenzio in onore di Marco, venisse fatto un minuto di casino con tutte le moto accese che rombano insieme“. Moto Gp, Moto2 e 125, tutte insieme per ricordare Marco, tutte insieme perché lui avrebbe voluto così.

E’ arrivata gente da tutta Italia e dall’estero per salutare Marco: piangono e sono io a consolare loro. A volte penso che Marco sia stato un angelo. Questo calore mi fa sentire meglio e sta aiutando tanto anche noi. Credo che la chiave di tutto questo affetto sia il suo sorriso”. A parlare come sempre è un uomo trafitto dal dolore, un dolore innaturale, ma con una grande forza, una forza per rispettare Marco, per comportarsi come lui avrebbe voluto, per non far spettacolo. Sempre composto, attento, disponibile ai giornalisti, perchè se lo era Marco, ha detto fin da subito, toccava esserlo anche a lui. Se l’è portato a casa, in una ulna e spesso lo abbraccia, fa male, insieme avevano sempre pensato che sarebbe successo il contrario, ma il destino è stato crudele. Crudele e visibile, visto che tutto è accaduto davanti ai suoi occhi increduli.

Ma bisogna andare avanti, e come ha detto mamma Rossella, “il loro compito ora è quello di tenere vivo il loro figlio” per lui e per la piccola Martina, la sorellina tredicenne del campione. Oggi si parla di ricordi, di opere, di cose che fanno bene alla famiglia, il loro bambino in fondo è sempre con loro.

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Quanto alla possibilità che il “Misano World Circuit” un giorno possa avere il nome di Marco, il padre del portacolori della Honda Gresini lo vedrebbe come “un regalo immenso”.”A lui quel circuito piaceva meno di altri, ma sarebbe un omaggio meraviglioso. Se lo facessero io sarei disposto a fare un museo di Marco con le sue tute e le sue cose perché i tifosi possano rendergli omaggio”. Un grande dolore, ma una grande famiglia e questo Sic lo sapeva, infatti nella sua ultima intervista rilasciata a uno scrittore per un libro, aveva detto:”Mi sento solo? No! No! C’è la mia famiglia, la mia morosa. Mi tengono al caldo”. E loro ci sono ancora per lui.

Alessandra Scarciglia