CORIANO, 28 OTTOBRE –  Seduto a terra con le gambe incrociate, con addosso una felpa col cappuccio e gli occhi intrisi dal dolore per il prossimo distacco dalla sua amata creatura. L’ultimo saluto a suo figlio Marco lo ha dato così papa Paolo, come un eterno ragazzino come lo era Marco.
È sicuramente questa l’immagine più significativa tra i milioni di frame immortalati dai reporter nel corso dei funerali di Marco Simoncelli.

Amici e parenti, conoscenti e tifosi, genitori e nonni, rivali e non, tutti ieri erano a Coriano, tutti amavano Marco. Chi non c’era ha pianto e pregato incollato al tubo catodico. Il cuore dell’Italia era lì per omaggiare l’estrema semplicità di un ragazzo cristallino e solare.

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Quando un evento inaspettato sconvolge il naturale corso della vita il momento della morte assume un altro significato. Marco era diverso da noi comuni mortali e il suo addio è stato vissuto in maniera inedita, una Woodstock del motociclismo con due moto sull’altare, migliaia di tifosi nella scalinata antistante la chiesa di Coriano, tre maxi schermi nel circuito di Misano, e le note da brividi di “Siamo Solo Noi” dell’eterno Blasco al termine del rito religioso.

Erano tutti attorno a Marco ad ascoltare la sua canzone preferita nell’ultimo abbraccio. Papa Paolo stringe forte al petto la piccola Martina, troppo giovane per sopportare la perdita dell’amato fratello, troppo giovane per capire quanto a volte la vita sia così dura.

L’ultimo saluto al Sic è stato uno tsunami di emozioni vissute intensamente tra lacrime e sorrisi, tra incredulità e dolore, emozioni che si percepivano, si toccavano con mano anche da casa. Gli sguardi persi nel vuoto di Valentino e Capirossi, gli occhi lucidi di Kate e Agostini, il dolore di Pasini, la smorfia del dottor Costa, un sorriso strappato alla mamma di Marco, nessuna versava una lacrima perché Marco voleva così.
Il sorriso del Sic è volato via per sempre insieme alle migliaia di palloncini con il numero 58 dei bambini di Coriano.

Il rumore del dolore quando il feretro di Marco entra nell’automobile che lo porterà verso l’ultima destinazione viene coperto da un fiume applausi. E’ l’ultimo giro della sua breve vita percorso in testa. Valentino, Mattia, Andrea, Lorenzo, Dani e Casey sono alle sue spalle e pronti ad innalzarlo nell’olimpo del motociclismo.

“Dio bò!” quanto ci manchi.

M.Riverso