SIRTE, 21 OTTOBRE – Un’altra statua del terrore è caduta, colpita dalla forza di libertà e di rinascita. Dopo Saddam Hussein, Bin Laden è toccato a Gheddafi.

Un video lo conferma. Occhi semiaperti, sangue dalla bocca e intorno al capo; l’immagine delle sua morte si espande in ogni media. Il Colonnello stava cercando di fuggire all’alba quando il suo convoglio è stato attaccato da aerei Nato verso le 8,30 del mattino.

“Dal momento che non abbiamo alcun soldato in territorio libico – ha precisato una portavoce dell’Alleanza – non possiamo dire nulla sull’identità delle persone uccise”

Ferito in uno scontro a fuoco con i miliziani del Cnt, Gheddafi muore mentre viene portato in ospedale.

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Parlando a SkyTg24, Abdullahfed Gaddur (ambasciatore libico a Roma), spiega che i rivoluzionari hanno avvistato un convoglio di sette macchine che si stava allontanando dalla città. “Hanno bloccato le prime due macchine, la terza si è staccata, ed era la macchina dove c’era Gheddafi. I rivoluzionari hanno cominciato a sparare contro di lui, hanno bloccato la macchina, lui è sceso e c’è stato uno scontro a fuoco tra la sua guardia e i rivoluzionari”.

Si chiama Mohamed al-Bibi, ha circa vent’anni. Sarebbe lui ad aver trovato Gheddafi e ad averlo ucciso. La sua immagine, portato in trionfo dai miliziani con in mano la pistola d’oro del rais, è finita subito sul web. Secondo il suo racconto alla Bbc, Gheddafi gli avrebbe detto: “Non sparare prima che lui aprisse il fuoco. Sulla sua testa c’era una taglia di venti milioni di dollari.

Nicolas Sarkozy, presidente francese, afferma: “la liberazione di Sirte deve segnare, conformemente agli impegni assunti dal Consiglio nazionale di transizione, l’inizio del processo per stabilire in Libia un sistema democratico, nel quale abbiano spazio tutti i componenti del paese e siano garantite le libertà fondamentali .

“Sic transit gloria mundi (così passa la gloria del mondo)” è il commento del presidente del Consiglio Berlusconi. “Cosa c’entri la gloria con Gheddafi, con uno spietato dittatore, non lo abbiamo capito. Berlusconi dovrebbe ricordarsi, ogni tanto almeno, di rappresentare gli italiani e riflettere sul peso che le sue parole hanno all’estero” – afferma il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.

“Aiuteremo e affiancheremo il popolo libico nel loro percorso di ricostruzione e nelle loro scelte di libertà e democrazia nella speranza che la nostra solidarietà acceleri questo processo”- annuncia il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

“Gheddafi è morto e la sua scomparsa non potrà cancellare le sofferenze che ha inflitto a migliaia e migliaia di libici. Consiglio maggiore prudenza nei commenti soprattutto a chi in vita lo ha ossequiato con poco senso della misura”, lo scrive Pier Ferdinando Casini sul suo blog.

Davide Bart. Salvemini

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