BOLOGNA, 19 OTTOBRE La travagliata storia del CIVIS continua. L’ennesimo stop ai cantieri è stato annunciato dal sindaco di Bologna Virginio Merola e dal presidente ATC Francesco Sutti. La decisione, comunicata mediante una nota di servizio, è arrivata inaspettatamente nella giornata di ieri: la scelta è stata definita dagli esecutori un «provvedimento doveroso, in particolare a tutela dell’interesse pubblico». Nonostante ciò viene immediatamente da chiedersi perché lo stop sia stato formalizzato solamente ora, a tre mesi dalla relazione negativa della commissione di sicurezza, e quale sia il futuro del progetto. Il problema principale rimane proprio il completamento di quest’ultimo.

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Sebbene la giunta e l’Atc abbiano preso le dovute precauzioni per salvaguardare la città da spese quasi insostenibili, il parere negativo della commissione ha consolidato l’ipotesi che il Ministero delle infrastrutture non coprisse più i costi dei lavori, una cifra di quasi 180 milioni di euro, buona parte del progetto è stata comunque realizzata: i soldi pubblici sono già stati impegnati e soprattutto i cittadini hanno sperimentato nella loro quotidianità il disagio degli invasivi cantieri (in via Mazzini,Emilia e non solo). Cancellare tutto con un rapido colpo di spugna non è quindi possibile: ecco perché la giunta comunale e l’Atc auspicano di trovare con Irisbus una soluzione alternativa per non vanificare i lavori e i fondi impiegati fino ad ora.

Gianluca Francesco Pisutu