BOLOGNA, 10 OTTOBRE – Sono sette i professionisti medici raggiunti da avviso di garanzia in queste ore per il decesso di una giovane mamma pakistana di 33 anni nell’ospedale di Bentivoglio, lo scorso 6 ottobre: il primario di Ostetricia e Ginecologia, due ginecologi, il medico dell’ospedale, un’anestetista e un diabetologo.

Tre sono le inchieste che vedono imputato l’ospedale della cittadina in provincia di Bologna: una della Procura, una della commissione del Servizio Sanitario Nazionale, presieduta dal senatore del Pd Ignazio Marino e, l’ultima, condotta direttamente dall’Ausl. La giovane mamma pakistana era morta lo scorso 6 ottobre, in seguito al parto cesareo, in anestesia totale,  del suo quarto figlio. Il Pm Giuseppe di Giorgio ha aperto, immediatamente, un’inchiesta per omicidio colposo inscrivendo, nel registro degli indagati, i sette professionisti medici che hanno avuto a che fare con il caso della giovane donna deceduta. Poiché non è il primo caso di decesso anomalo avvenuto nell’ospedale di Bentivoglio, nelle ultime ore sono state aperte anche le altre due inchieste, con l’obiettivo principe di verificare se sono stati rispettati tutti i protocolli e gli standard per garantire la sicurezza della paziente, e di quelli precedentemente deceduti. Ricordiamo, infatti, che nei primi giorni, all’ospedale di Bentivoglio, è nata una bambina in stato vegetativo, alla cui mamma è stato asportato tutto l’apparato riproduttivo; nel luglio scorso è deceduta una bimba durante il parto, strangolata dal suo stesso cordone ombelicale, mentre, nel luglio del 2009, morì un’altra giovane mamma subito dopo il parto.

Dopo il caso di cronaca degli ultimi giorni, sull’ospedale della bassa si è scatenata, così la bufera. I primi accertamenti interni tendono a escludere qualsiasi responsabilità, da parte dell’equipe medica, della morte della giovane donna pakistana che, sempre secondo tale ricostruzione, potrebbe essere stata stroncata da un improvviso cedimento cardiaco o da un’embolia massiva, manifestatasi, appunto, durante il cesareo. Ma il pm di Giorgio vuole vederci chiaro e ha accelerato le pratiche dell’inchiesta: i sette indagati saranno difesi da un legale dell’Ausl, l’avvocato Sabina di Giampietro, che in passato si era già occupata di altre “morti in corsia” avvenute nello stesso ospedale. Intanto, per domani è prevista l’autopsia sul corpo della giovane mamma che chiarirà i veri motivi del suo decesso.

“Siamo tranquilli – dicono all’ospedale – è stato fatto tutto il possibile per salvare la vita alla paziente e al bimbo che stava per nascere. Lui siamo riusciti a salvarlo e sta bene. Aveva il cordone ombelicale attorno ad una spalla, e questo ha provocato qualche anomalia nel flusso di sangue verso il feto. Per questo si è deciso per il cesareo”.

Federica Palmisano