NEW YORK, 6 OTTOBRE – Si è spento all’età di 56 ani il co-fondatore di Apple, dopo una lunga battaglia contro un rarissimo tumore al pancreas. Centinaia i fan davanti all’Apple di New York: “Steve, iLove you!”.

Il genio creativo, capace di rivoluzionare il mondo digitale, ha perso la sua battaglia. Steve Jobs non c’è l’ha fatta, si è spento a Cupertino circondato dall’affetto dei suoi familiari. L’inventore della tecnologia che ha rivoluzionato il modo di concepire il computer, la musica, la telefonia, si è arreso. Migliaia i messaggi di cordoglio su Facebook e Twitter. Il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama ha parlato di “un genio visionario che se n’è andato”, Bill Gates l’ha ricordato con affetto: “Ho perso un grande amico”. Mark Zuckeberg, ancora attonito per la notizia appresa, lo ricorda con immenso dolore: “Io dico grazie al mentore e al genio”.

“Ricordarsi che morirò è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante”. Queste le parole di Jobs durante un discorso, un anno dopo aver saputo di essere ammalato di cancro.

Nessun leader politico ha avuto l’impatto sociale che Steve Jobs è riuscito ad avere, grazie alla sua straordinaria leadership e genialità.

Apple ha perso un genio visionario e creativo e il mondo ha perso un uomo speciale. Quelli di noi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e lavorare con lui hanno perso un caro amico e un mentore – questo il comunicato sul sito della Apple – Steve lascia dietro di sé ciò che solo lui avrebbe potuto creare e il suo spirito sarà sempre alla base della Apple”.

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Steve Jobs aveva lasciato la carica di amministratore delegato dopo 35 anni d’incessante ascesa nel mondo della tecnologia digitale. Ad agosto aveva passato il timone al suo braccio destro, Tim Cook. L’ultima apparizione dell’inventore dell’Ipad, creatura lanciata nel 2010, dopo avere stregato il mondo con l’Ipod e l’Iphone, è stata a Giugno durante una presentazione a Copertino, per presentare il progetto di un nuovo campus aziendale.

Durante la sua convalescenza non ha mai rinunciato a lavorare, riferiscono gli amici e collaboratori: “Steve e il suo genio non hanno mai smesso di creare”, e la malattia aveva reso il suo lavoro ancora più febbrile.

Memorabile il suo discorso alla Stanford University, considerato il suo testamento per i giovani, ma soprattutto un’occasione unica per raccontare se stesso: “Il vostro dovere è non accontentarvi e pensare l’impossibile”. “Stay hungry. Stay foolish”, siate affamati, siate folli.

La mela è caduta dall’albero, nessuno più sarà come lui.

Sabrina Brandone