BOLOGNA, 3 OTTOBRE – Un ventiseienne di Monzuno si è suicidato con un colpo di pistola: il giovane non avrebbe retto alla vergogna per essere stato sorpreso a rubare. E’ questa infatti l’unica risposta possibile per spiegare il perché si sia tolto la vita. L’incredibile tragedia si è abbattuta all’improvviso su una stimata famiglia residente in località Tre Fasci. Ora sono in corso le indagini dei carabinieri della compagnia di Vergato, che hanno ascoltato i genitori del ragazzo. Gli accertamenti, condotti dall’Arma in riservatezza, non avrebbero svelato nessun altro elemento che possa dare un senso al gesto.

Il ragazzo, che lavorava come carrozziere e non aveva nessun precedente penale, si è sparato in casa, con una pistola regolarmente detenuta, poche ore dopo essere stato denunciato per furto aggravato in concorso dai carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Borgo Panigale. L’episodio sarebbe avvenuto ieri notte verso le 3 a Casalecchio. Il carrozziere e tre amici sono stati sorpresi dall’equipaggio della gazzella mentre smontavano alcune componenti del paraurti anteriore di un’autovettura. L’auto del gruppetto, ferma nei paraggi, era di proprietà del 26enne e a bordo sono state trovate altre parti meccaniche pertinenti al furto.

Per i militari si è trattato di un intervento di routine. Il reato di furto, aggravato da violenza sulle cose, prevede l’arresto obbligatorio ma la Cassazione stabilisce che l’obbligo non scatta se il valore della refurtiva è di lieve entità. Visto che si trattava di persone prive di precedenti, i carabinieri hanno fatto una denuncia a piede libero. Cosa sia accaduto dopo è ciò che stanno cercando di capire i militari di Vergato.

Nicola Celentano