ROMA, 22 SETTEMBRE Il satellite Uars, da più di 20 anni lanciato nello spazio per raccogliere informazioni sull’atmosfera, nelle ultime ore sta preoccupando molto interi Paesi perché sembrerebbe che, a causa di un impatto con altri detriti spaziali, presto potrebbe lasciare il cosmo per colpire il pianeta terra.

Uars, per la precisione Upper Atmosphere Research Satellite, altro non è che un vecchio satellite della Nasa mandato nello spazio nel lontano settembre del 1991.

Il satellite è lungo 10 metri, con un diametro di 5 metri e una massa che tocca i 5,668 kg.

La sua funzione, per tutti questi anni, è stata quella di raccogliere informazioni precise sulla fascia di ozono che protegge il pianeta Terra dai raggi ultravioletti. Nel 2005 è stato effettuato il primo intervento, mirato alla riduzione del satellite. Impresa non facile, visto che son servite ben otto manovre per arrivare alla disintegrazione dell’oggetto.

Ora, tra la notte del 23 Settembre e sabato 24, dovrebbe verificarsi la fine di questo satellite; per la precisione parliamo del decadimento naturale del satellite, che si verificherà quando il satellite entrando in contatto con l’atmosfera terrestre si brucerà definitivamente.

Dalla Nasa arrivano però delle preoccupazioni, circa la possibilità che alcuni componenti del satellite, visto il suo totale non decadimento, potrebbero toccare e così raggiungere il territorio terrestre. L’impatto eventuale, sempre secondo la Nasa, avverrà lungo la linea verticale locale. Al momento non è dato sapere di più, anche perché la situazione cambia in base al comportamento del satellite e all’orientamento che questi assumerà nello spazio. Da parte della stessa Nasa c’è molta attenzione circa questa situazione, che solo nelle prossime ore potrà essere più chiara e definita.

Emanuele Ambrosio