OSLO, 26 LUG. – Accusato di terrorismo, il norvegese Anders Breivik ha confermato davanti al giudice di aver commesso i due attentati.

Alle 13 di ieri si è svolta l’udienza preliminare a porte chiuse, principalmente per impedire al killer di avere contatti con i media. Lo stesso Breivik aveva invece richiesto che l’incontro, durato poi meno di un’ora, si svolgesse in presenza del pubblico per poter così spiegare le ragioni del folle gesto. L’arrivo scandito dai pugni della folla sull’auto blindatissima che scortava Breivik nel tribunale di Oslo e dalla urla: “assassino!” Si è reso necessario l’intervento della polizia per permettere all’auto di giungere al tribunale. Il giudice ha poi disposto otto settimane di custodia cautelare, di cui quattro in completo isolamento. La polizia avrebbe infatti richiesto di prolungare il massimo della pena di quattro settimane ad otto per poter avere il tempo di raccogliere tutti gli indizi probatori necessari per completare le indagini.

Da Breivik la confessione non essere l’unico attentatore. Pare infatti che abbia progettato gli attacchi con altre “due cellule”. Indagini in corso per l’attentatore che continua a dichiararsi non colpevole in quanto avrebbe compiuto il gesto per salvare la Norvegia “dal marxismo culturale” e dalla politica laburista, che secondo lui starebbe facendo colare a picco il paese. Indiscrezioni sosterrebbero che uno dei principali obbiettivi di Breivik fosse l’ex primo ministro laburista Bro Harlem Brundtland.

Cecilia Andrea Bacci