BOLOGNA, 10 GIUGNO – E’ durato circa un’ora l’interrogatorio tenuto ieri a Cremona dal gip Guido Salvini a Beppe Signori, uno dei nomi piu’ di primo piano nell’inchiesta sul calcioscommesse. L’ex giocatore ha dichiarato: “Ho detto no alla proposta di combinare il risultato della partita Inter-Lecce“.

Dalle dichiarazioni emerge  che i due commercialisti di Signori,  Francesco Giannone e Manlio Bruni, hanno invitato Signori nel loro studio dicendogli che avevano due persone da presentargli: Massimo Erodiani e Antonio Bellavista. Durante questo incontro è stato proposto a Signori, appunto, di finanziare, con una cifra intorno ai 40 mila euro, questo illecito per rendere arrendevoli alcuni giocatori e combinare in un qual modo il risultato della partita. Beppe però ha risposto negativamente. Quanto alla documentazione che sarebbe stata trovata in casa di Signori, si tratta, secondo il suo legale, “semplicemente di un foglietto scritto da Signori con appuntata la cifra che lui avrebbe dovuto sborsare per finanziare questo illecito sportivo”. Caroli, assieme all’altro difensore di Signori Alfonso De Amicis, ha poi spiegato che durante l’interrogatorio di Signori da parte del gip Guido Salvini “non si è parlato del fatto che Signori possa far parte di una associazione a delinquere. Accusa che è quella che ha poi portato Signori agli arresti domiciliari”. Arresti domiciliari per i quali sarà presentata al più presto richiesta di revisione.

Giornata di interrogatori anche per Massimo Erodiani, gestore di alcuni centri scommesse, e il ds del Ravenna, Giorgio Buffone.

Le indagini continueranno e se dovessero spuntare altri filoni su cui la procura di Cremona non ha la competenza, questi verranno stralciati e inviati all’autorità competente.

Susanna Soliman