ISLAMABAD, 7 MAGGIO Anche Al Qaeda conferma la morte di Osama Bin Laden. In un comunicato stampa del gruppo terroristico, pubblicato sul web da alcuni portali jihadisti, l’omicidio del “principe del terrore” viene definita come «una maledizione che si abbatterà sugli americani e i loro agenti».

Nella nota, Al Qaeda ha confermato che presto verrà diffuso un video-messaggio registrato dalla mente degli attentati dell’11 settembre 2001 sette giorni prima del blitz, ove Bin Laden avrebbe parlato anche di vendetta. «Presto, se dio vuole, la gioia degli americani si trasformerà in tristezza e il loro sangue si mescolerà con le loro lacrime»

Ieri, intanto, è stato il giorno dell’intervista alla moglie di Bin Laden. Amal Ahmed Al Sadah, 27anni, sopravvissuta miracolosamente al blitz americano condotto da i Navy Seals, ha rilasciato ai microfoni di Al Jazeera nuovi dettagli sulla vita del leader di Al Qaeda. «Alla fine del 2003 mio marito ha abbandonato la vita tribale per spostarsi in in un villaggio vicino alla città di Haripur, a qualche decina di chilometri da Islamabad. Successivamente si è trasferito con la sua famiglia per due anni e mezzo a Chak Shah Mohammed Khan, un villaggio a due chilometri a sud est della città di Haripur, situata lungo la strada tra Islamabad e la stessa Abbottabad. Verso la fine del 2005 Osama si è insediato definitivamente nell’appartamento-bunker di Abbottabad, verso la fine del 2005».

Redazione