Camera dei Deputati - Processo breve


ROMA, 13 APRILE (BolognaTg24) – Volata finale alla Camera dei Deputati sul processo breve. Grazie all’accordo stipulato tra maggioranza e opposizioni, la Conferenza dei capigruppo ha fissato per le 19 l’inizio delle dichiarazioni di voto, con trasmissione in diretta televisiva, quindi dopo le 20 è atteso il voto finale sul contestato provvedimento.

Nella prima votazione della giornata a Palazzo Montecitorio l’Aula ha respinto la richiesta avanzata dal repubblicano Giorgio La Malfa di invertire l’ordine del giorno. Ben 18 i voti di differenza a favore della maggioranza berlusconiana.

I lavori sono continuati con le votazioni sugli emendamenti, tra i principali quello di stralciare dal provvedimento i reati legati a stragi come quella dell’Aquila . Il Pd ha chiesto di sostenere l’emendamento, sottoscritto anche da Idv e Fli, ma l’invito è stato respinto al mittente dalla maggioranza che l’ha bocciato.

“Abbiamo chiesto ai singoli deputati della maggioranza – ha dichiarato il capogruppo del Pd, Dario Franceschini – di votare o di astenersi o di non partecipare al voto per consentire che almeno il reato di omicidio colposo plurimo, che fa prescrivere prima i processi che riguardano il terremoto dell’Aquila e la strage di Viareggio, venisse stralciato. Nemmeno su quello c’è stata un’obiezione di coscienza”.

La seduta odierna ha vissuto momenti di alta tensione. Roberto Giachetti del Pd ha duramente attaccato il presidente della Camera Gianfranco Fini definendolo “il peggiore presidente per l’opposizione” per aver favorito la strategia ostruzionistica della minoranza a causa di discutibile decisioni sui tempi a disposizione dei deputati. Subito dopo è intervenuto, a difesa del leader di Fli, Pier Ferdinando Casini, che ha definito “inaccettabile” l’attacco.

Giachetti ha accusato Fini di non essere più imparziale da quando la pressione di Pdl e Lega per le sue dimissioni da presidente della Camera è divenuta ossessivi. Fini non ha replicato . Più tardi lo stesso Giachetti ha precisato: ”E’ chiaro che in giorni di stress e di nervosismo ho pronunciato un discorso duro ma che non mette minimamente in discussione la stima ed il rispetto che nutro per il presidente della Camera”.

Fini, alla ripresa dei lavori, ha aggiustato il tiro “applicando rigorosamente le norme regolamentari” in materia, respingendo la richiesta della minoranza “di ulteriore ampliamento dei tempi” oltre a quello già concesso. ”Sarà comunque garantito un tempo di dieci minuti a ciascun Gruppo per la dichiarazione di voto finale”, ha concluso il presidente della Camera.

M.R.