ROMA, 17 MARZO – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha aperto le celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità nazionale deponendo una corona d’alloro al monumento del Milite Ignoto. Al Vittoriano, il presidente è stato accolto dai presidenti di Senato e Camera, Schifani e Fini, dal presidente del Consiglio Ber- lusconi e dal presidente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo. Inno di Mameli e nel cielo le Frecce Tricolori.

Successivamente, Napolitano si è recato al Pantheon a rendere omaggio,deponendo una corona d’alloro alla tomba di Vittorio Emanuele II, Re d’Italia. Presenti le massime cariche dello Stato e anche la famiglia Savoia. Tanti gli applausi.

LA TAPPA AL GIANICOLO – Ventuno colpi a salve di cannone hanno salutato il corteo delle più alte cariche dello Stato che hanno reso omaggio a Anita e Giuseppe Garibaldi. L’arrivo del presidente della Repubblica, Napolitano, è stato accolto da un lungo applauso. Davanti al monumento restaurato di Anita Garibaldi, anche i presidenti di Senato e Camera, Schifani e Fini, e il premier Berlusconi. Poi al Museo di Porta San Pancrazio, dove il ministro della Difesa, La Russa, è stato contestato. Dopo le cerimonie al Gianicolo, le celebrazioni sono proseguite a Roma con la messa a Santa Maria degli Angeli. Nella basilica anche il ministro leghista Calderoli.

NAPOLITANO: SE DIVISI SPAZZATI VIA – “Con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia festeggiamo il meglio della nostra storia, pagine che nessuno deve dimenticare. Se fossimo rimasti come nel 1860, divisi in otto Stati, senza libertà e sotto il dominio straniero, saremmo stati spazzati via dalla storia. Non saremmo mai diventati un grande paese europeo”. Lo ha detto il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica ha anche sottolineato che al 150° devono partecipare tutti, anche coloro che hanno diverse idee politiche.

Redazione