BOLOGNA, 18 DICEMBRE – Ieri doveva essere la giornata campale per salvare il Bologna FC, secondo quanto riportato dall’amministratore delegato Marras, i signori Cogei avrebbero dovuto ripianare i 6,6 milioni di euro e altrettanto avrebbe fatto il patron Porcedda.

Accade però che alla sede di Intermedia si presentano solo Francesca Menarini, Giovanni Consorte e lo stesso Silvino Marras, mentre Porcedda è ormai un caso da ‘Quarto Grado’.

Nel primo pomeriggio Silvino Marras è uscito dalla sede Intermedia cambiando radicalmente la propria versione, asserendo che non era in programma alcun CDA e che non sente Porcedda da quasi due giorni.

Il caso Bologna ora sta diventando una vera e propria boutade, la città è letteralmente infuriata nei confronti dell’imprenditore sardo che sta giocando con i sentimenti di 400mila abitanti.

In “rete” c’è anche una folta frangia della tifoseria che sta pensando cosa fare, ormai satura e incollerita nei confronti degli artefici di questo ennesimo disastro e in questo senso potrebbe accadere qualcosa nelle prossime ore.

Il tempo stringe e Porcedda fa passare il tempo “non c’è bisogno del CDA, lo faremo il 23” e spinge la società rossoblu verso il baratro del fallimento, nonostante i compratori (Segafredo e Barckays) siano già pronti a rilevare la società.

M.R.