TARANTO , 15 DICEMBRE – Settimana decisiva nell’inchiesta sull’omicidio di Sarah Scazzi. Nei prossimi giorni verranno ascoltati dagli inquirenti Giacomo e Claudio Scazzi, padre e fratello di Sarah, attualmente a Milano per motivi di lavoro.

Nelle prossime ore verranno ascoltati nuovi testimoni per cercare di individuare la giusta chiave di lettura sull’ora del delitto.

Nessuna conferma sul presunto terzo complice coinvolto nel macabro delitto del 26 agosto. Le indiscrezioni rivelate da “Domenica Cinque” non hanno trovato ancora alcun riscontro da parte degli inquirenti.

Ieri nella sede dei Reparti Investigativi Scientifici dei carabinieri di Roma sono iniziati gli esami tecnici irripetibili su tre delle circa 50 cinture sequestrate nella villetta della famiglia Misseri di Avetrana, in provincia di Taranto, per verificare se una di queste sia l’arma del delitto utilizzata per strangolare Sarah

Il sequestro delle cinte venne effettuato in seguito alla settima versione di Michele Misseri, lo zio di Sarah in carcere sin dal giorno del ritrovamento del cadavere in un pozzo-cisterna nelle campagne tra Avetrana e Nardò. Agli inquirenti” zio Michele” ha rivelato che ad uccidere Sarah è stata la figlia Sabrina, che avrebbe strangolato la ragazza con una cintura. Michele Misseri ha inoltre chiesto di essere nuovamente interrogato dai magistrati che si occupano del caso.

Intanto Misseri è in carcere, a Taranto, con l’accusa di omicidio volontario. Ma lei continua a urlare al mondo la sua innocenza.

Redazione