TARANTO, 12 NOV. – “No comment” da parte dei magistrati al termine dell’udienza del tribunale del Riesame di Taranto. “È stata una lunga e bella dialettica tra le parti”, ha commentato a caldo l’avvocato di Sabrina Misseri, Vito Russo, dopo oltre sei ore di discussione in cui accusa e difesa hanno depositato una serie di documenti.

“Dubito che Michele sia l’assassino” si legge all’interno della perizia redatta dal medico legale Luigi Strada. “Abbiamo invitato il Misseri – scrive il medico legale – a ripetere le modalità con cui ha aggredito Sarah fornendogli un foulard arrotolato a mò di fune. Com’è possibile osservare in una sequenza di foto e in un filmato allegato alla relazione – spiega Strada – si nota una certa incertezza nelle azioni e approcci al collo della vittima del tutto diversi da quello che ripropone il reperto anatomo-patologico. Solo alla fine, dopo aver avuto suggerimenti dal sottoscritto, il Misseri riesce a posizionare il foulard in modo corretto pur effettuando uno scambio di mani sulle due estremità che mettono in dubbio la presa e la rapidità di azione di un evento omicidiario”.

Nel report preliminare stilato dal medico legale, inoltre, non c’è traccia di un omicidio compiuto a quattro mani. Il graffio rilevato sul braccio di Misseri è risultato essere stato provocato da lavori compiuti in campagna e nulla aveva a che fare con la dinamica del delitto.

La procura ha presentato un promemoria di una quindicina di pagine con gli elementi salienti emersi dall’ultimeo indagini, l’ordinanza con la quale il gip Martino Rosati ha rigettato la richiesta di perizia psichiatrica su Michele Misseri e la relazione preliminare del medico legale.

Per quanto riguarda l’arma del delitto, spetterà ai Ris di Roma, il 16 novembre, indicare con quale cintura, tra le 49 sequestrate a villa Misseri, Sarah Scazzi è stata uccisa.

Il destino di Sabrina, invece, sarà deciso in camera di consiglio entro domani. La ragazza, inoltre, potrebbe assistere all’incidente probatorio del padre, Michele, venerdì 19 novembre in carcere, pur non avendo la possibilità di interloquire. Il gip del Tribunale di Taranto Martino Rosati, nel fissare infatti l’incidente probatorio, ha fatto notificare l’atto anche al pool legale di Sabrina.

Redazione | Bolognatg24.it