ROMA, 29 SETT. – Da pochi minuti è terminato l’attesissimo discorso del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per chiedere la fiducia all’ Aula della Camera sul nuovo documento programmatico inerente l’azione di governo: a presiedere la seduta, nelle vesti di Presidente della Camera, “l’odiato” Gianfranco Fini.

L’arringa di Berlusconi scatta alle ore 11 con un invito alla “coesione sociale”, citando il Calamandrei, per superare “il clima da guerra fredda” che divide il Paese. Il Presidente del consiglio ha poi ribadito le misure messe in campo dall’ esecutivo per combattere la pesante recessione economica, adottando politiche di “rigore e credibilità”.

Un grande spazio è stato riservato da Berlusconi alle missioni all’ estero, elogiando le truppe italiane e la comune volontà del Parlamento di sostenerne il loro impegno.

Duro l’affondo alle presunte “Toghe Rosse”: si alla separazione delle carriere di giudici e pm, ribadita la volontà di cambiare con riforma costituzionale la composizione attuale del Csm; nessun accenno diretto alla legge sul “processo breve” e a quella sulle intercettazioni; ancora una volta, Berlusconi, ha accusato la magistratura di “uso politico” della giustizia e ha affermato che la politica, che è legittimata dalla “volontà popolare”;  “i magistrati devono applicare le leggi che il Parlamento approva”, quindi la riproposizione del modello gerarchico tra politica (superiore) e magistratura (inferiore).

Antonio Ricucci