RIMINI, 7 SETT. – Il procuratore della Repubblica di Rimini, Paolo Giovagnoli ha aperto un fascicolo d’inchiesta sulla morte del giapponese Tomizawa ieri nel Gp di Moto2 sul circuito di San Marino.

Il Pm romagnolo sta valutando attentamente quale ipotesi di reato formulare a carico di ignoti: dovrebbe essere l’omicidio colposo. Dopo l’ispezione esterna del corpo del centauro, eseguita oggi, sara’ disposta a breve l’esame autoptico: si vuole accertare innanzitutto se abbia avuto conseguenze sul decesso del pilota la sua caduta dalla lettiga dei soccorritori, avvenuta proprio perche’ uno di loro era inciampato nella ghiaia a bordo pista.

[ad#Juice 250 x 250][ad#Juice Overlay]IL RICORDO – Lutto nel mondo del Motomondiale. Un terribile incidente sul circuito di Misano Adriatico è costato la vita al 19enne Shoya Tomizawa. Il pilota giapponese  è caduto in piena accelerazione lungo un rettilineo del circuito romagnolo ed è stato poi investito e letteralmente schiacciato dalle moto di Alex De Angelis e Scott Redding che sopraggiungevano da vicino e non potevano fare nulla per evitarlo.

Durante i primissimi soccorsi Tomizawa era stato rianimato dall’intervento dei medici in quanto i traumi interni avevano provocato un arresto cardiaco. In un primo tempo era stato stabilizzato per consentire il trasporto in ambulanza. Poi il cuore ha subito un nuovo arresto, questa volta fatale: Shoya non ce l’ha fatta.

Anche Redding, le cui condizioni non destano preoccupazione, è stato portato in ospedale. Il britannico è cosciente. Nessun graffio per De Angelis. La gara di Moto 2 è stata poi vinta dallo spagnolo Elias.

Il dott. Claudio Macchiagodena, reponsabile medico del Motomondiale, ha spiegato che Tomizawa  era in coma dal momento dell’incidente ha causa di fratture multiple toraciche, addominali e craniche e che c’erano anche emorragie interne.

Il dott. Claudio Costa, responsabile della Clinica Mobile, ha spiegato così l’incidente: “È stato terribile con lesioni terribili. È stato fatto un lavoro egregio al centro medico, in ambulanza e nell’ospedale di Riccione. Poi, Tomizawa ci ha salutato alle 14.19”.

IL RICORDO DI CLAUDIO PORTA: La farfalla – racconta Porta – che magicamente si è posata nel box di Tomizawa mentre Tomizawa volava via. Ecco, c’è una piccola consolazione in questa pena, una consolazione che verrà buona, credo, nel tempo. Ricorderemo tutti questo ragazzo. E nel ricordarlo lo troveremo sorridente e basta. Perché così è stato per noi, che pure con lui non abbiamo fatto in tempo di stare abbastanza, scontrandoci all’improvviso insieme a lui, con il lato più nero del suo destino.

Massimiliano Riverso

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