BOLOGNA, 2 LUG. – «Invece di parlarne e basta abbiamo deciso di fare qualcosa per ricordarlo tutti insieme», raccontano i compagni di scuola ritrovatisi ieri pomeriggio nei giardini delle medie Francesco Francia armati di pennarelli e cartelloni. Puntuali, alle quattro sotto il sole cocente, accompagnati dalle mamme o da soli in bici hanno invaso con fogli e colori il campo di basket sul quale solitamente giocano. Si sono dati appuntamento su Facebook tramite la pagina appositamente dedicatagli («Tieni duro Francesco Fontana») già poche ore dopo il terribile incidente.

I MESSAGGI – Continui i messaggi di cordoglio sulla bacheca virtuale «postati» da coetanei e amici, come «Ciao Francesco, mankerai a Tutti! Ora sei volato lassù lasciando un enorme vuoto dentro tutti noi. Ci hai insegnato tanto e non ti dimenticheremo MAI, anche lassù sarai sempre il più FORTE», ma non solo. Tanti infatti gli adulti sconvolti dalla prematura fine di «Fonta», uno dei suoi soprannomi, come un suo ex professore Andrea Macrì: «Profondo dolore per Francesco, mio ex alunno, stupefacente disegnatore pur con un semplice unico righello (motivo mio di ira, ma aveva ragione lui), non ti dimenticherò». CorriereBologna

SACRATI INDAGATO DALLA PROCURA DI TERAMO

BOLOGNA, 2 LUG. – Gilberto Sacrati, patron della Fortitudo, è finito nel mirino della Procura di Pescara in una maxi-operazione anti evasione, che vuole far luce su alcune società con base nell´isola portoghese di Madeira. Nell´elenco dei 29 imprenditori indagati, diffuso ieri dal quotidiano Il Centro, c´è anche lui: il teorema dell´accusa, che ha fatto scattare perquisizioni a tappeto nelle loro società, è che gli imprenditori indagati avessero allestito un sistema per evadere il fisco grazie a fatture emesse per operazioni mai fatte, in un giro di soldi milionario. Gli imprenditori sono in gran parte abruzzesi, ma ci sono anche manager d´altre parti d´Italia. RepubblicaBologna

Accoltello’ figlio suo datore lavoro, arrestato nel Lucchese

BOLOGNA, 2 LUG – Scappato dopo aver aggredito a colpi di bastone e coltello il figlio del suo datore di lavoro a Bologna, ieri sera e’ stato rintracciato in Toscana. Jose Eduardo Hernandez Olvera, messicano di 26 anni che da qualche mese lavorava come giardiniere per una famiglia bolognese, e’ stato sottoposto a fermo per tentato omicidio. Era a Stiava, frazione di Massarosa (Lucca), ospite di una coppia di pensionati conoscenti di sua cugina. L’aggressione e’ avvenuta il 30 giugno e la vittima, di 17 anni, guarira’ tra 25 giorni. Ansa

Rassegna Stampa