JOHANNESBURG, 16 GIU.Brasile sottotono, Corea del Nord paradisiaca. Gli uomini di Kim Jong-Hun, schierati con un blindatissimo 5-3-2 non sono stati la classica vittima sacrificale degli dei del calcio. Hanno respinto con fermezza gli attacchi della nazionale carioca, annullando Luis “Fabuloso” Fabiano e ripartendo con la velocità di Jong Tae-Se, che in un’occasione riesce addirittura a mettere a sedere Juan. Robinho in formato “Joga Bonito” è un pericolo continuo, ma la manovra della Seleçao non sfocia in occasioni da gol. Ry Myong-Guk, portiere coreano, non deve compiere parate significative. In pratica passa un tempo da spettatore.

Al decimo della ripresa la Corea del Nord capitola. Maicon entra in area sulla destra e colpisce di trivela verso la porta nordcoreana. Gol sul palo del portiere: colpa dell’estremo difensore o magia di “Maciste”?. Ma il terzino nerazzurro non è nuovo a questo tipo di gol: ne aveva fatto uno identico in un’amichevole contro il  Portogallo nel novembre 2008. La rete di Maicon apre la samba dei brasiliani, che iniziano a divertirsi. Si divertono e segnano grazie a Robinho, che trova un corridoio strepitoso per Elano. Il centrocampista del Galatasaray, già destinato a essere sostituito da Dani Alves, che aveva già tolto la tuta, segna di destro, esulta e poi va in panchina.

Il Brasile sperimenta così l’europeo 4-4-2, togliendo un imballata Kakà e mettendo il terzino del Barcellona davanti a Maicon. L’ingresso di Ramires, per portare dinamicità alla manovra, funziona in parte. Perché all’89’ il nordcoreano Ji Yun-Nam decide di entrare nella storia calcistica del suo paese. Con una perfetta incursione alla Gerrard, il terzino batte Julio Cesar, segnando la clamorosa rete del 2-1. Non c’è tempo per avere paura, anche se il Brasile di Dunga riesce a mascherare qualche brivido grazie al gelo di Johannesburg.

Dunga l’aveva dichiarato in conferenza: niente “Joga Bonito”, solo risultati. Così è stato.

Redazione