Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini

ROMA, 9 GIU. – Si riparte alle 15 in Senato con il contrastato iter del ddl che riscrive la disciplina delle intercettazioni. La maggioranza vuole stringere i tempi, in trincea le opposizioni. “Dobbiamo fare una battaglia con tutte le forze che abbiamo. La maggioranza non ha fatto alcuna correzione e bisogna richiamare tutti alla coerenza. Che cosa ci ha trovato Fini di migliorato nel testo?” si chiede il segretario Pd Pier Luigi Bersani. Mentre il leader dell’Udc, Pier Ferdiando Casini annuncia il no dei centristi: “Il Parlamento non rilascia timbri, per cui mi auguro che non venga posta la fiducia, che ci sia un dibattito ampio, che si rafforzi il senso di legalità del ruolo della stampa, perchè così non va”. Il nuovo testo prevede 13 modifiche al testo originario: Terminati i 75 giorni di durata massima delle intercettazioni telefoniche, il pm potra’ chiedere una proroga di tre giorni in tre giorni. Restano le pene per gli editori che pubblichino intercettazioni espunte dal processo. Le nuove norme, infine, non dovrebbero essere applicate alle inchieste in corso. Cambiamenti che invece piacciono ai finiani che sul tema hanno ingaggiato una dura battaglia dentro il Pdl. ”Il testo ora e’ garanzia di legalità e di lotta al crimine” commentava ieri Gianfranco Fini.

RAI, IL PALLEGGIO DI ANNOZERO TRA MASI E SANTORO

ROMA, 9 GIU. – “Annozero non tornerà”, echeggia Mauro Masi, che saltella da un piede all’altro, assediato da tutte la parti, per la gestione del prossimo palinsesto rai. Il direttore generale deve ottenere almeno lo scalpo di un “nemico” del Cavaliere e i riccioli di Santoro sono in cima alla lista. Ha messo sul piatto addirittura un rilancio dell’offerta economica: si parte da 10 milioni. La posizione di Santoro è chiara: “L’offerta era al di sotto dei valori di mercato. Ma l’aspetto economico non mi interessa. La questione è politica”.

Il rilancio è solo una delle ipotesi. L’altra è esasperare il conduttore ancora per qualche settimana fino a costringerlo a un gesto unilaterale di addio. La classica porta sbattuta (e ben liquidata). La terza è la produzione di docu-fiction santoriane a prescindere da transazioni aziendali. La morale è: Annozero non deve andare più in onda, punto. E un lieve sfaldamento rumoreggia tra i vertici: anche alcuni consiglieri di centrodestra hanno fatto proprie molte osservazioni della minoranza.

ABUSIVISMO, PDL BATTUTO ALLA CAMERA. BUFERA SI ABBATTE SU FINI

ROMA, 9 GIU. – Il Senato con 135 voti a favore, 112 voti contrari e un astenuto approva il decreto legge che sospende fino a giugno 2011 le demolizioni in Campania di abitazioni abusive esclusivamente per le 600 famiglie considerate sfornite di abitazione alternativa. La maggioranza va sotto a causa delle assenze del Pdl durante la votazione. In Aula scoppia la bagarre, perchè molti deputati della maggioranza stavano entrando nell’emiciclo quando, 51 secondi dopo averla indetta, la votazione è stata chiusa dalla vicepresidente di turno Rosy Bindi a cui si punta contro il dito, con l’accusa di essere di parte, di «prevaricazione», e persino con la richiesta di dimissioni da parte del leghista Luciano Dussin. «A mio avviso, avendo accertato l’effettivo andamento della seduta sarebbe stato lecito avvalersi della potestà di disporre la immediata ripetizione del voto», dice Gianfranco Fini «Tuttavia non vi sono oggi i presupposti per un annullamento della votazione con ripetizione. Andava fatto immediatamente». «Il diritto di votare – reagisce Rosy Bindi – è per chi è seduto al suo posto. Io ho aspettato 51 secondi per chiudere la votazione, e quindi non ho commesso alcuna irregolarità».