CANNES, 24 MAGGIO – Un trionfo inaspettato. La 63a edizione del Festival di Cannes esalta il misticismo asiatico e incorona la fantasia, la speranza, la poesia e l’Italia contemporanea.

In una difficile selezione finale, segnata da pessimismo cosmico e argomenti politici drammatci, vince la Palma d’Oro il film più surreale e mistico, quello del thailandese Apichatpong Weerasethakul, ovvero “Oncle Boonmee who can recall his past live” che ha riprodotto sulla Croisette, un film onirico con protagonista un uomo alla ricerca delle sua vita passata che non poteva non piacere al presidente di giuria Tim Burton.

Anche il Gran Prix, secondo premio in ordine di importanza, va a una pellicola dai contorni mistici come il film francese “Des Hommes et des Dieux” di Xavier Beauvois che racconta il sequestro e l’uccisione di sette monaci trappisti francesi nel 1996 da parte di un commando dei gruppi islamici armati (Gia) che irruppe nel monastero di Nostra Signora dell’Atlante a Tibhirine.

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Sposta tutto il Palmares sul puro divertimento e disimpegno il premio alla regia, molto contestato dagli addetti ai lavori, andato al francese “Tournee” di Mathieu Amalric con protagonista un uomo che gestisce una compagnia di allegre ragazze americane di New Burlesque (misto tra strip-tease e cabaret). Infine c’è appunto la poesia di “Poetry”, film coreano di Lee Chang-Dong con protagonista un donna che scopre tutte le virtù dell’arte.

Infine il premio alla giuria va meritatamente a un film, drammatico e con poca speranza, che viene dal Ciad “L’homme qui crié” di Mahamat-Saleh Haroun. Ovvero la storia di una padre che tradisce la sua stessa paternità perché non c’è pace, né paternità, in un paese povero e sempre in guerra.

Invece, ‘La nostra vita’ di Daniele Luchetti vince grazie al nostro Elio Germano il premio come miglior attore. Il capolavoro di Lucchetti racconta un’Italia dove conta il denaro e l’apparire alla fine fa prevalere una speranza. La pellicola esalta anche il ruolo della famiglia da sempre centrale nella nostra cinematografia passata e recente.

Redazione

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