BOLOGNA, 21 MAGGIO – Rivelazione choc del senatore bolognese del Pdl Filippo Berselli, il quale in una interrogazione depositata ieri a Palazzo Madama e indirizzata al Guardasigilli Angelino Alfano ha affermato che sarebbero stati svelati in anticipo a “vari primari” del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna “nomi e cognomi di chi deve vincere il concorso (che si tiene proprio oggi).

Vi sarebbe stata anche la raccomandazione che chi non e’ nella lista dei ‘promossi’ non ha chance. Nel senso che “tutti gli altri partecipanti dovranno non essere dichiarati idonei”.

Berselli punta il dito contro il direttore sanitario del policlinico, il “dottor Vito Bongiovanni” che “nei giorni scorsi”, e “alla presenza di vari primari, ha detto che i vincitori del concorso sopraindicato saranno…”. Seguono nomi e cognomi. E una sottolineatura. “Coloro che hanno assistito all’esternazione del dottor Bongiovanni sono rimasti sconcertati.

La replica del policlinico non si è fatta attendere.

“Ciascuno di noi primari chirurghi spera che il precario che sta lavorando con lui ce la possa fare, perché se vince un altro meno bravo, magari ci ammazza i malati. Ma da questo a dire che quello di ieri era un concorso pilotato…bè, non scherziamo”. Il professor Bruno Cola smentisce quindi Berselli.

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“Sì, io c’ ero,e le assicuro che non è stato fatto nessun nome. Quello di cui si discuteva era il numero dei posti che servono all’ospedale per svolgere il suo lavoro al meglio”, aggiunge Cola.

Intanto l’ uscita di Berselli suscita un vespaio di polemiche. “Personalmente non so nulla – dice l’ assessore provinciale alla Sanità Giuliano Barigazzi – Se invece qualcuno ha qualcosa da dire dovrebbe andare in Procura e non fare interrogazioni parlamentari”. Per Franco Grillini, consigliere e regionale dell’ Idv “bisogna aspettare gli accertamenti del caso”. Ma se fosse proprio andata come dice Berselli, “allora sarebbe una cosa molto grave”.

Preoccupato il presidente dell’ Ordine dei medici Giancarlo Pizza: “prima di muoverci è meglio attendere l’ evoluzione della situazione. Io non penso di dover intervenire, è ancora presto. Ma sicuramente manterremo la vigilanza sulla vicenda. Mi sembra molto strano che qualcuno dica cosa accadrà a un concorso. Magari si possono fare ipotesi, anche guardando i curricula dei candidati, ma è difficile essere nella testa dei commissari”. Certo però che “quelle di Berselli sono affermazioni molto precise: fanno pensare che qualcosa sia accaduto davvero. Mi pare opportuno che il policlinico faccia un’ indagine interna”.

Intanto oggi la Procura di Bologna, come richiesto dallo stesso Berselli, accende i riflettori sul caso. “Siamo interessati alla vicenda e approfondiremo” afferma il procuratore capo di Bologna, Roberto Alfonso. Aggiungendo che “Tutte le denunce che ci vengono fatte devono essere esplorate e approfondite”. Appare pertanto scontata, non appena gli inquirenti avranno avuto il tempo di leggere approfonditamente i resoconti di stampa e il testo dell’interrogazione di Berselli, l’apertura di un fascicolo per far luce sull’accaduto, di cui si occuperà uno dei magistrati del pool specializzato in reati contro la Pubblica amministrazione.

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Il Sant’Orsola, non nuovo a polemiche, si trova quindi nel vortice di uno scandalo che se confermato sarebbe una vera e propria vergogna. Utilizzare il condizionale è d’obbligo in situazioni del genere, anche se purtroppo molto spesso negli ultimi anni abbiamo assistito a delle vere e proprie truffe dal nord al sud dell’Italia che hanno avvolto in un velo d’incertezza, circa la correttezza, i concorsi per accedere alla professione medica. Come al solito in casi del genere a farne le spese sono gli studenti più preparati e capaci che però non avendo appoggi da parte di baroni e baronetti non riescono a fare carriera. Episodi simili, come suddetto, sono frequenti nei concorsi a medicina, ma con grande rammarico dobbiamo ammettere che sono ben diffusi anche in altri campi.

Ovviamente, non accettiamo come veritiere a priori le rivelazioni di Berselli, ma se queste fossero confermate un altro tassello si andrebbe ad aggiungere alle non sempre limpide procedure di selezione della nuova classe dirigente.

Simone Luca Reale