Fabio Polenghi ucciso in Thailandia

BANGKOK, 19 MAGGIO – “Ucciso dalla sua passione smisurata per immortalare i soprusi delle dittature”. Fabio Polenghi, fotoreporter milanese di 45 anni, è stato ucciso stamani negli scontri a fuoco tra l’esercito thailandese e le cosiddette ‘camice rosse’. Fabio è stato colpito al cuore e all’addome da alcuni proiettili sparati dai militari thailandesi contro le barricate innalzate dai ‘rivoluzionari’. Il fotografo è stato riconosciuto da una amica attraverso le immagini diffuse dalla tv del suo trasporto in ospedale. Pochi minuti dopo è arrivata anche la conferma dalla Farnesina. Polenghi era single e viveva a Milano. Si trovata in Thailandia per conto di una nota rivista europea.

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Oltre a Polenghi il blitz omicida dell’esercito thailandese avrebbe provocato altri quattro morti, tra cui forse anche un cittadino olandese. La Borsa di Bangkok è in fiamme e diversi blackout hanno colpito alcune zone della capitale thailandese, mentre bruciano diversi centri commerciali. La situazione del paese resta appesa ad un filo. L’esercito thailandese ha abbattuto con le ruspe la barricata di Ploen Chit, sul fronte orientale dell’accampamento delle “camicie rosse” ormai in via di svuotamento e sta entrando nell’ex cittadella rossa con gli artificieri. Bangkok sarà sotto coprifuoco dalle 20 di stasera (le 15 in Italia) alle 6 di domattina.

E’ veramente abominevole l’atteggiamento sanguinario dell’esercito thailandese che, ormai privo di qualsiasi scrupolo umano, sta bersagliando con raffiche di proiettili una protesta contro i soprusi attuati dell’attuale governo asiatico. Dietro le barricate sono assiepate intere famiglie con bambini in tenera età convinte che solo attraverso la resistenza si possa avere un barlume di speranza per un futuro migliore, lontano dai centri di prostituzione della metà turistica più famosa per il sesso mercenario.

Massimiliano Riverso

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