BOLOGNA, 18 MAGGIO – Quindici giorni vissuti con il timore che prima o poi il costone si sarebbe staccato. Nella notte di sabato una frana ha investito una zona di Vado, frazione di Monzuno, piccolo centro sull’Appennino bolognese. Ventitré famiglie, per un totale di 60 persone, sono state evacuate e alloggiate in alberghi o nelle abitazioni di amici e parenti. Il movimento franoso ha dato i primi segnali di vita una quindicina di giorni fa, ma le piogge cadute pesantemente in questi giorni hanno irreparabilmente aggravato la situazione, mettendo in allerta sul pericolo e facendo così prendere la decisione di evacuare gli edifici.

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Dopo i sopralluoghi eseguiti ieri dai tecnici, si è poi appreso che cinque delle famiglie evacuate potranno fare ritorno a casa: la palazzina in cui abitano è stata infatti giudicata agibile; sono ancora in corso accertamenti per verificare la stabilità gli altri edifici sgombrati in quanto considerati a rischio. Sono in corso anche lavori per il ripristino della strada provinciale che interessa la zona e della fornitura di gas negli edifici vicini a quelli evacuati, mentre l’Enel ha rapidamente riattivato l’alimentazione elettrica. Demetrio Egidi, responsabile della Protezione civile dell’Emilia-Romagna, ha effettuato ieri un sopralluogo nella zona, in contatto con l’assessore regionale alla Difesa del suolo Paola Gazzolo.

Marco Mastacchi, sindaco di Monzuno, è stato fra i primi a giungere sul luogo del dissesto, partecipando a tutte le attività di controllo e di presidio per la sicurezza. Il primo cittadino ha coordinato tutta l’attività per trovare una sistemazione adeguata e gradevole alle circa 60 persone fatte evacuare dagli edifici adiacenti a quello caduto. Mastacchi ha spiegato: “Ieri mattina abbiamo sorvolato l’area con i Vigili del fuoco per farci un’idea più precisa dello stato di fatto. Ci coordineremo ora con la Protezione civile per individuare l’intervento più opportuno per giungere una soluzione“.

A fare visita all’area interessata dalla frana anche il neo consigliere regionale del Pdl Galeazzo Bignami che ha annunciato una interrogazione al presidente della Regione Vasco Errani e una alla presidente della Provincia Beatrice Draghetti per sollecitare ai rispettivi enti pubblici un intervento immediato per la messa in sicurezza e il ripristino dell’area coinvolta nella frana.

Bignami ha aggiunto: “solo l’attenzione del sindaco Mastacchi che ha imposto lo sgombero in tempo utile, ha evitato una tragedia. Gli effetti della disgrazia si sono contenuti ai danni materiali; tuttavia va rimarcato che molti tratti di Vado, come abbiamo potuto verificare nel nostro sopralluogo, sono esposti a questo rischio frana. E’ quindi importante che Regione e Provincia intervengano prima che si verifichino situazioni analoghe se non peggiori”.

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La strada provinciale, chiusa dopo il crollo, è stata riaperta al traffico a senso unico alternato.

POLEMICHE – Infuriano le polemiche a Palazzo Malvezzi: due le interrogazioni arrivate nella giornata di ieri sul tavolo di Beatrice Draghetti. Una, a firma Luca Finotti (Pdl), chiede «se esistono altre situazioni di pericolo» nella zona e «quali iniziative ha la provincia per monitorare la sicurezza di tutte le strade provinciali». L’altra interrogazione è stata presentata da Lucia Borgonzoni, capogruppo della Lega nord, chiedendo alla giunta «quali interventi si siano adottati per prevenire lo smottamento, noto già dall’ottobre scorso». Borgonzoni chiede inoltre di conoscere tempi e costi della messa in sicurezza dell’area interessata, spiegando nella nota di aver «immediatamente coinvolto» il parlamentare leghista Angelo Alessandri, presidente della commissione Territorio e Lavori pubblici della Camera, che «ha assicurato il proprio intervento sul fatto portandolo all’attenzione di Montecitorio».

M.R.

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