ROMA, 16 MAGGIO – Dopo aver assistito alla tappa più appassionante degli ultimi 20 anni di ciclismo moderno il Giro vivrà il suo primo arrivo in salita nella Chianciano-Terminillo di 189 km.

[ad#Juice 120 x 600][ad#Juice Overlay] Il percorso odierno si addentra nelle colline dell’Appennino centrale. Dopo i leggiadri Gpm di terza categoria al Valico di Monte Nibbio e alle Marmore, negli ultimi 16 km i corridori affronteranno la scalata al ‘titano reatino’, il Terminillo. I Big avranno la prima ghiotta occasione per tentare un attacco e scavare importanti distacchi in classifica.

IL PRONOSTICO – Il favorito d’obbligo, dopo il trionfo di Montalcino, è senza ombra di dubbio Cadel Evans. Il campione del mondo, nonostante i 35 anni di età, sembra vivere una seconda giovinezza. La vittoria nella corsa iridata e il successo sui muri scoscesi della ‘Freccia Vallone’ hanno plasmato un nuovo corridore ormai consapevole della sua forza esplosiva. Il principale rivale resta Vinokourov che nei tratti duri della tappa ha dato una dimostrazione di freschezza fisica, mai vista nelle sue precedenti partecipazioni al Giro. Gli outsider potrebbero essere il marchigiano Scarponi, autore di un recupero prodigio dopo la caduta, e Damiano Cunego protagonista di un fantastico secondo posto nella tappa di ieri

Senza la rovinosa caduta ai – 32, Vincenzo Nibali avrebbe avuto la possibilità di rispondere agli attacchi in prima persona, ma lo ‘squalo’ siciliano ha dovuto correre ai ripari afflitto da dolori al fianco destro e al polso sinistro. “Scarponi è scivolato davanti a me, non avrei potuto evitarlo in ogni caso. All’inizio non riuscivo nemmeno a pedalare, poi è andata meglio. Reagire sul Terminillo? Prima devo rimettermi in sesto, poi ci penseremo”.

Ivan Basso cercherà di rimediare alla crisi nera sullo sterrato senese. Al termine della tappa il fuoriclasse della Liquigas è sembrato convinto dei suoi mezzi : “Abbiamo scelto di andare insieme perché da soli sarebbe stato impossibile recuperare. E’ stata una giornata storta. Per me è ancora tutto aperto”.

IL TERMINILLO – Nel 1933 un gerarca fascista, Manaresi, scelse il Terminillo e lo propose come la “montagna di Roma”, non solo quella di Rieti, su cui il “Mons Tetricus” degli antichi sabini si affaccia. Uno dei centri invernali più rinomati dell’Appennino centrale deve al ciclismo la sua fama, che coincide precisamente con il debutto della cronoscalata al Giro d’Italia. Era il 1936, la vinse Olmo, poi altre tre repliche in rapida successione, sempre in cronoscalata, con i successi di Gino Bartali e per due volte di Valetti. Quattro, prima d’ora, gli altri arrivi sulla cima del Terminillo, l’ultimo dei quali nel 2003 con Garzelli che batte in volato Gibo Simoni.

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