BOLOGNA, 30 APR. – Il Cinzia-gate si allarga e continua a coinvolgere volti noti e meno noti dell’amministrazione pubblica emiliana. L’ultimo in ordine di tempo e Gaudenzio Garavini, prima direttore generale del personale della Regione Emilia-Romagna e poi direttore generale scelto da Delbono quando è stato eletto a Palazzo d’ Accursio, e quindi suo stretto collaboratore. Ora Garavini è iscritto nel registro degli indagati per abuso di ufficio.

Questa accusa si riverbera anche sull’ex primo cittadino sul capo del quale pendono ora una sfilza considerevole di accuse. L’ultima, appunto, è quella di concorso esterno in abuso d’ufficio, che si aggiunge a quelle di truffa, peculato, intralcio alla giustizia, istigazione a rendere falsa testimonianza e corruzione. Un Curriculum di tutto rispetto insomma.

Secondo la nuova accusa Flavio DelBono pur non facendo parte dell’ufficio di Garavini avrebbe cercato di condizionarne l’azione amministrativa. Spetta al Pm capire innanzitutto, se questo sia vero e in tal caso, quali siano stati i motivi che hanno spinto verso questa direzione l’ex sindaco.

[ad#Juice Banner]

Questa è quella parte dell’inchiesta che riguarda lo stipendio attribuito alla Cracchi dopo la rottura con DelBono che aveva portato anche Stefania Papilli – firmataria del trasferimento – ad essere indagata.

In breve, il caso riguarda il fatto che dopo essere stata trasferita dalla segreteria dell’ex sindaco (quando era vicepresidente della regione) al Cup, la Cracchi mantenne in pratica lo stesso stipendio (1161 euro lordi) che cambiò solo denominazione, da «emolumento unico» a «indennità di produzione». Tutto ciò in violazione di una legge regionale che prevede un trattamento simile solo per determinati ruoli.

La Papilli (la cui firma sul documento di trasferimento risale all’aprile del 2009) quando venne interrogata non chiamò in causa Garavini accusando invece, come responsabili della maggiorazione (800 euro netti), i dirigenti del Cup, in particolare il direttore generale Mauro Moruzzi e la dirigente amministrativa Sonia Mariani, che però non sono mai stati indagati.

[ad#Edintorni Banner]

Moruzzi aveva riferito di essere stato chiamato per telefono una domenica dell’ aprile 2009 da Garavini e che questi gli avrebbe comunicato che la «pratica Cracchi» era stata definita. Pertanto, in questa inchiesta di fondamentale importanza sarà l’acquisizione dei tabulati telefonici da parte del Pm Plazzi, visto che Garavini in un primo interrogatorio aveva detto di non ricordare quella chiamata anche se dopo qualche giorno ritornò in procura confermando di aver chiamato Moruzzi ma solo per dire che dall’ indomani la Cracchi sarebbe tornata in Regione. Solo il lunedì mattina, in Regione, avrebbe appreso che invece la Cracchi era rimasta al Cup. In quel frangente ci fu anche una telefonata di Delbono a Garavini.

Insomma, da quel che si evince dagli avvenimenti degli ultimi giorni il Cinzia-gate continua a riservarci numerose sorprese a cui si intrecciano racconti da parte degli indagati a volte confusi, ed a volte in aperta contraddizione tra di loro. Si spera, anche per il bene della stessa città, che prima o poi si possa mettere la parola fine a questa vicenda poco confortante.

Simone Luca Reale

[ad#Juice Overlay][ad#Zanox Banner]