BOLOGNA, 27 APR. – E’ duro, molto duro lo scontro tra finiani e berlusconiani. Dopo quattro giorni dalla direzione nazionale del Pdl che ha sancito in maniera chiara e netta la spaccatura dovuta a problemi di carattere politico e forse anche personale tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, le polemiche e la tensione sembrano non voler scemare soprattutto a livello locale.

Infatti, nonostante i due co-fondatori abbiano dato timidi segnali di distensione è nel Pdl bolognese che le ostilità – tra finiani e berlusconiani – sembrano maggiormente risolute.

Il deputato e coordinatore cittadino del Pdl, Garagnani, dopo l’attacco dei giorni scorsi sferrato nei confronti di Raisi, ne torna a chiedere la testa. Raisi era stato duramente attaccato dallo stesso Presidente del Consiglio il quale aveva sostenuto che con la sua partecipazione al programma Tetris il coordinatore provinciale aveva “sottoposto al pubblico ludibrio il partito”.

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Dai microfoni di Radio Tau Garagnani sostiene che il finiano debba “fare un passo indietro”. Aggiungendo: “sottoporremo a tutti gli iscritti del Pdl in provincia il documento approvato giovedì scorso dalla direzione nazionale del partito. E non ci sarà nessuna spaccatura – prevede già Garagnani – perchè il documento verrà firmato da tutti”.

Il Pdl bolognese è quindi ancora in alta fibrillazione.

Garagnani sostiene che la direzione nazionale è stata chiara e che Raisi deve trarre “le conseguenze” delle dichiarazioni rese in quanto “chi guida il partito deve essere in sintonia con il presidente e con gli iscritti. Sennò è una figura isolata e senza riscontro. Garagnani dice di avere un riscontro costante, “non quotidiano, ma orario di centinaia di e-mail che invitano a fare chiarezza”.

Anche nel Pdl bolognese quindi, la corrente che fa capo al Presidente della Camera è sottoposta ad una dura presa di posizione da parte della maggioranza interna al partito. Sorge spontaneo a questo punto chiedersi se, vista la continua tensione e le continue polemiche, la spaccatura forse insanabile tra finiani e berlusconiani, sia solo un’invenzione del cosiddetto “partito dell’odio” o se sia il momento che il “partito dell’amore” accetti l’evidenza che tale tensione è dovuta all’esistenza di un dialogo e di un dibattito interno che su alcune questioni non coincide con la visione del presidente Berlusconi.

Simone Luca Reale

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