Bologna, 21 Aprile Con la nube e il caos che si allontanano il Marconi ha ricominciato a lavorare. Dalle 9 di ieri mattina lo spazio aereo era stato aperto solo per i voli nazionali. Il primo volo che è partito è stato un ATR per Crotone. Il primo ad atterrare alle 10 e 48 è stato un Air Bus Alitalia da Roma. Alle 12 poi l’Enac aveva comunicato e disposto la riapertura dell’intero spazio aereo con l’eccezione delle rotte da e per Gran Bretagna, Germania, parti della Francia e i paesi baltici.

Da tutta Italia quindi potevano essere ripristinare le programmazioni dei voli verso ogni destinazione internazionale ed intercontinentale con unica esclusione degli aeroporti di nord Europa, ancora chiusi. Saranno le locali autorità per l’aviazione civile a compiere le dovute scelte. Oltre a ciò anche alcune compagnie hanno deciso di limitare i propri voli per la sicurezza di tutti. La Ryanair, ad esempio, ha deciso di continuare il blocco parziale su tutte le rotte anche per oggi.

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Da domani gli orari dovrebbero tornare alla completa normalità.

Nonostante la riapertura dello spazio aereo il monitoraggio tecnico dei velivoli continuerà ad essere effettuato seguendo severi parametri per la sicurezza.

Sempre ieri, al Marconi, ha avuto luogo la riunione straordinaria di Assaeroporti, l’associazione aderente a Confindustria che rappresenta i 36 gestori aeroportuali italiani, per fare il punto della situazione destinata ad incidere sui bilanci societari. Presenti a Bologna erano 14 società che gestiscono gli aeroporti tra il nord e il centro Italia cioè quelli che sono stati danneggiati dalla nube. L’assemblea ha stabilito che verrà chiesto al Governo lo Stato di Crisi per calamità naturale e che saranno concordate le modalità per rientrare dai gravi danni economici subiti; cioè risarcimenti ma anche accesso alla cassaintegrazione straordinaria in deroga.

Tutte le società stanno stilando una lista da sottoporre in un incontro all’esecutivo nazionale.

Alessandra Solmi

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