BOLOGNA, 9 APR Dopo l’ultimo colpo di scena sul caso Cinzia-Gate, che vede Flavio Delbono accusato di corruzione per aver donato a Cinzia Cracchi un bancomat di Mirko Divani,  per gli inquirenti prova tangibile degli scambi illeciti di soldi e favori tra i due uomini – la Procura di Bologna è decisa a scandagliare la fitta rete di relazioni che l’ex sindaco di Bologna intrattiene con il mondo imprenditoriale bolognese.

A cominciare dal Professore Antonio Monti, amico di Delbono e suo dichiarato sostenitore politico. Quattro lauree, ex docente di Medicina non convenzionale, presidente del Circuito Salute più (gruppo con 14 poliambulatori convenzionati con l’Ausl) – Monti è la mente del “Mare termale bolognese”, cinque strutture termali che sorgono sia nel territorio cittadino, come le Terme Felsinee di via di Vagno, le Piscine termali San Petronio-Antalgik in via Irnerio e le Piscine termali a San Luca; sia in provincia, come l’Acquabios a Minerbio e il Villaggio della Salute lungo la valle del Sillaro, tra Monterenzio e Castel San Pietro.

In particolare, la realizzazione del grandioso Villaggio della Salute di Monterenzio (200 mila metri quadri di Acquapark termale, centro nautico, agricamping e molto altro…), è stata fortemente sostenuta dalla Regione Emilia Romagna, che nel 2005 stanziò 2,5 miliardi di Euro  per «la promozione delle vocazioni locali, soprattutto in ambito sportivo, termale e ricreativo» e «lo sviluppo degli aspetti salutistici e terapeutici del rapporto tra uomo e ambiente» nell’Alta Valle del Sillaro. All’epoca dei suoi incarichi in Regione, Flavio Del Bono, pur non essendo né assessore all’Agricoltura né all’Urbanistica, fu nominato cordinatore del gruppo di lavoro che si pronunciò a favore di tale finanziamento.

Il professore Antonio Monti, benché oggetto di generali accertamenti da parte della Procura di Bologna a proposito delle relazioni personali e politiche di Flavio Delbono, non risulta essere indagato.

Sara Deriu