BOLOGNA, 7 APR. Un’ennesima bufera giudiziaria travolge l’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono: reato di corruzione, in concorso con l’amico Mirko Divani, l’uomo che gli prestò il bancomat e nel cui conto corrente sono transitati, fra il 2004 e il 2009, ben 46mila euro. E’ questa la nuova accusa formulata dal pm felsineo Morena Plazzi.

Secondo la Procura Delbono girò il tesserino all’ex fiamma Cinzia Cracchi, che lo usò fino al 2008. Successivamente l’ex leader del Pd usò il bancomat personalmente. Loro prelevavano contanti, Divani versava. Delbono ha spiegato ai magistrati che quei soldi costituivano la restituzione di prestiti da lui fatti a Divani. Ma la versione rilasciata non ha convinto il pm. L’ipotesi accusatoria è che Divani abbia pagato per ricevere favori in cambio.

Il magistrato vuole far luce anche sugli appalti concessi a Divani dal Cup, società il cui socio di maggioranza è la Regione, e il cui presidente all’epoca dei fatti incriminati era Delbono. Divani in 5 anni ha ricevuto incarichi per un ammontare di quasi 900mila euro.

Coincidenze? A chiarire la vicenda sarà la seconda fase dell’indagine. Il primo filone del Cinzia-gate, relativo ai viaggi di Delbono con Cinzia, si è chiuso con gli avvisi di fine indagine per Delbono e l’ex assessore Lazzaroni. Lui dovrà rispondere di truffa, peculato e intralcio alla giustizia, mentre lei di false dichiarazioni al pm e intralcio alla giustizia.

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