BOLOGNA, 28 MAR. – Qualcuno lo aveva pronosticato. L’affluenza ai seggi è in calo di circa 4 punti rispetto alle regionali del 2005. Alle ore 12 di oggi si sono presentati alla votazione il 12,4 % degli elettori, mentre alle omologhe di cinque anni fa furono il 16,9 % degli aventi diritto. La città di Bologna è la cartina tornasole di un astensionismo che sembra essere comune a tutta l’Emilia-Romagna. A quanto ci riferiscono i dati, sono solo il 12,9 % gli emiliano romagnoli  che hanno optato per una mattina domenicale all’insegna del voto.

Il tanto paventato rischio astensionismo sembra dunque materializzarsi. Le votazioni andranno avanti per tutta la giornata di oggi e si chiuderanno alle ore 12 di lunedì. Il tempo per riguadagnare terreno sembra esserci, ma i dati confermano che è alta la possibilità di un aumento della rinuncia al voto.

Nei giorni scorsi, i più quotati istituti demoscopici italiani prevedevano un’impennata dell’asticella dell’astensionismo su tutto il territorio. Motivo: crisi economica, disoccupazione e giustizia, il tutto unito ad una campagna elettorale incentrata su temi di poco interesse e condotta più sull’onda del sentimento pro o contro i partiti che sui problemi concreti. Il malcontento, dati alla mano, condanna anche la nostra regione, seppur non in via definitiva.

Matteo Di Grazia