CAGLIARI, 1O FEBB. – La protezione civile è nei guai. Guido Bertolaso è stato raggiunto da un avviso di garanzia riguardo dei lavori alla Maddalena sul g8, il quale ha immediatamente rimesso tutti i suoi incarichi. Da parte di Bertolaso sembra esserci la massima disponibilità a collaborare, consegnando tutte le carte e le informazioni in suo possesso, riponendo dunque massima fiducia nella magistratura.

La storia comincia stamattina, con l’arresto di Angelo Balducci, un ex collaboratore di Bertolaso. Era il primo responsabile delle opere per il G8 alla Maddalena, dove lo stesso Bertolaso è indagato. A questo punto sono partite anche le prime perquisizioni, al dipartimento della Protezione Civile. Oltre al primo arresto, ne sono subito seguiti altri 3, mentre restano indagate almeno 10 persone. L’obbiettivo è far luce sui presunti legami di Balducci e la società di costruzione che aveva come intento quello di trasformare una ex base Nato in un villaggio a cinque stelle, prima che venisse trasferito all’Aquila.

[ad#Adsense 200 x 200 Sport] Ma come è scoppiato tutto questo? Grazie a un’intercettazione telefonica, la quale mirava però a far luce su un’altra indagine, ovvero alla trasformazione urbanistica dell’area di Castello a Firenze, che ha coinvolto assessori della vecchia comunale. Il costruttore di origine siciliana, sarebbe indagato insieme ad ex assessori comunali e architetti. Uno dei due architetti condannati sarebbe il filo conduttore che fa risalire ad Angelo Balducci. Marco Casamonti, architetto, è stato il primo a essere intercettato e si è visto piombare i carabinieri in casa: accusa di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Per ospitare i Grandi del Mondo al G8, la sede era stata spostata dalla Maddalena all’Aquila per i troppi costi che la prima avrebbe portato. Per tutto questo sono stati spesi, riporta il Corriere della Sera, quasi 327 milioni di euro di fondi pubblici, i quali sarebbero stati utilizzati in gran parte per una ristrutturazione dell’ex Arsenale militare, abbandonato e condannato a diventare una discarica di rifiuti chimici.

Bertolaso, difendendosi dalle accuse di sperpero, ha garantito che quei soldi non sono stati buttati, ma che le strutture turistiche che verranno su saranno un rilancio per il turismo dell’intera regione. Le accuse però sono forti e Bertolaso non se la caverà soltanto con la sua parola: contro di lui c’è un’accusa di attribuzione di poteri senza controllo, mancanza di verifiche su spese utilizzando fondi speciali, abuso del concetto di emergenza, utilizzato a quanto pare per emergenze che non sembrerebbero tali. Meno male che Bertolaso correva per la carica di Ministro, pienamente in regola con quello che è l’andazzo generale

Nicola Sorrentino

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