TEHERAN, 10 FEBB. Un centinaio di Basiji, manifestanti filo-regime, travestiti da civili hanno preso d’assalto l’ambasciata italiana a Teheran. Lo ha comunicato il ministro degli esteri Franco Frattini durante un’audizione al Senato. “Morte all’Italia, morte a Berlusconi” gli slogan gridati dai manifestanti che hanno anche lanciato pietre contro la sede diplomatica. L’intervento della polizia iraniana ha scongiurato il peggio. Frattini ha precisato che il tentato assalto non ha causato gravi danni ed ha assicurato che l’ambasciata resterà aperta.

[ad#Redazione 200 x 200]Il ministero degli Esteri iraniano, intanto, ha convocato l’ambasciatore italiano a Teheran, Alberto Bradanini, per trasmettergli una protesta ufficiale per le parole pronunciate dal premier Silvio Berlusconi nella recente visita in Israele. L’Iran aveva accusato Berlusconi di essere “ai servizi dei padroni israeliani”. Frattini sull’argomento ha precisato: “Non ci sono rapporti tesi, in particolare con l’Italia, purtroppo l’Iran ha rapporti complessi e problematici con l’intera comunità internazionale”. E’ stato deciso, però, di non partecipare alla cerimonia che si terrà l’11 febbraio, 31esimo anniversario della rivoluzione islamica.

“Il governo italiano non si farà intimidire” dichiara il ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi. Il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, in una nota dichiara: “È opportuno che il ministro Frattini venga quanto prima a riferire in Parlamento l’esatta dinamica dell’accaduto, e che l’Italia si faccia promotrice di un’azione comune in sede europea, che condanni e sanzioni le violente provocazioni di Teheran». Francesco Tempestini, capogruppo del Pd alla Camera: “Abbiamo chiesto al ministro Frattini di predisporre con assoluta urgenza qualunque misura atta a scongiurare esiti drammatici della prossima manifestazione dell’11 febbraio” ha, poi, aggiunto “la tutela e la salvaguardia dei diritti umani sono una priorità”.

M. Cristina Reggini

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