BOLOGNA, 5 FEBB.46 mila euro, da novembre del 2004 a giugno del 2009, prelevati con il bancomat di Mirko Divani, consulente e amico di Flavio Delbono, ex sindaco di Bologna.

Notizia scottante rilasciata a Panorama. Si legge da un’anticipazione fatta dal settimanale che “La carta è rimasta nella disponibilità di Cinzia Cracchi, ex compagna del sindaco, fino alla fine della loro relazione, a luglio del 2008. Delbono e Divani, durante gli interrogatori con il pm della procura di Bologna Morena Plazzi, avevano giustificato prelievi solo per 30 mila euro”. Panorama ne fa una ricostruzione basandosi su una serie di coincidenze temporali, tra cui l’uso del conto di Divani e le consulenze concesse all’imprenditore dal Cup 2000, centro unico di prenotazioni sanitarie dell’Emilia-Romagna in cui la regione ha una quota di maggioranza. Stando al servizio del settimanale, Cracchi ha cominciato a prelevare 600 euro al mese da novembre del 2004. Un mese dopo, Divani avrebbe firmato un contratto di consulenza da 15 mila euro: Delbono, in quel periodo, siede nel CdA della società. A settembre del 2006, Cracchi avrebbe raddoppiato la cifra dei prelievi: 1.000 euro al mese. A dicembre dello stesso anno sarebbe raddoppiato anche l’importo del contratto di consulenza dato dal Cup 2000 a Divani: 30 mila euro. L’ultima coincidenza messa in luce da Panorama sarebbero i prelievi che terminano a giugno 2009, proprio quando a Bologna inizia il Cinziagate. Oltre a Panorama, anche il Corriere della Sera ha rivelato che la moglie di Divani era una dipendente del Cup. Gli amministratori rispondono: “Non lo sapevamo”.

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Anche Cristiano Zecchi ricostruisce nel suo libro un reportage, quasi diario, sulla vicenda giudiziaria Il titolo: ‘Cinzia-gate. Scandalo a Palazzo: il caso Delbono’, In uscita domani nelle librerie e nelle edicole di Bologna, per Minerva Edizioni al prezzo di 9,90 euro. Cristiano Zecchi, giornalista dell’Informazione, da dieci anni è testimone diretto di tutte le vicende di Palazzo D’Accursio, comprese le ultime campagne elettorali. Il cosiddetto “instant book” di Zecchi parte dalla frase pronunciata da Alfredo Cazzola, a Radio Città del Capo durante un faccia a faccia, e ripercorre l’indagine della Procura che ha costretto Delbono alle dimissioni dopo appena duecento giorni di governo. Il suo libro reportage ripercorre tutta la vicenda, con i passaggi politici, istituzionali e giudiziari, le parole dei protagonisti e, dulcis in fundo, un focus su Cinzia Cracchi, le cui accuse hanno provocato la crisi politica del Comune di Bologna.

Intanto, tra notizie, quotidiani, settimanali e reportage, Bonaccini, Segretario Regionale del Pd, si dichiara preoccupato, pur se fiducioso, in una reazione positiva. Il caso Delbono potrebbe causare serie ripercussioni per il Pd alle prossime elezioni regionali.

Certo che sono preoccupato, solo un irresponsabile non lo sarebbe. Prima delle dimissioni di Delbono avevamo alcuni sondaggi che davano la vittoria di Vasco Errani con ben oltre il 50% e il Pd in risalita rispetto alle ultime europee. Quello che è successo fa male, ma sono sicuro che il Pd reagirà” – dichiara Stefano Bonaccini – “Delbono ha fatto bene a dimettersi: mi auguro e gli auguro che ne esca pulito, ma è stato giusto così. Parlare di superiorità morale o antropologica della sinistra è una sciocchezza, ma è importante che chi sbaglia si faccia da parte. Delbono ha fatto una cosa che non accade in nessuna altra città, ma è stata la scelta giusta. In Emilia-Romagna, non può accadere che si resti al proprio posto se ci sono ombre o sospetti”.

Rita A. Cirelli

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