BOLOGNA, 1 FEBB. – Spaccato tra l’amore per la sua città e la coerenza con sé stesso, Romano Prodi ha sciolto ogni dubbio: non sarà lui il candidato alla poltrona di sindaco di Bologna ed il salvatore del Pd dopo lo choc cittadino causato dal Cinzia-Gate. Il Professore spegne le ultime speranze e proclami di molti cittadini. proprio nel giorno in cui il segretario del Pd Pier Luigi Bersani arriva sotto le Due Torri per cercare, in una direzione a porte chiuse, la via di uscita dalle secche. E alla fine la soluzione sembra questa: si faranno le primarie.

Le parole del segretario del Pd, al termine della riunione, non sembrano lasciare alcun dubbio. “Devono essere i bolognesi a scegliere il sindaco“, ha detto Bersani parlando con i giornalisti. Le Primarie sono considerate la strada migliore da Duccio Campagnoli, assessore regionale “pesante della giunta Errani, che gode dei favori della Cgil dalla quale proviene, in lizza per la poltrona di sindaco insieme agli altri possibili candidati: Luciano Sita, ex manager della Granarolo, assessore della giunta Delbono, e sostenuto dal mondo della cooperazione, e il presidente del consiglio comunale Maurizio Cevenini, recordman di preferenze, di gran lunga il più popolare fra gli elettori.

Redazione