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	<title>BOLOGNATG24.IT &#187; Freedom Flotilla</title>
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	<description>&#34;Il Laboratorio di Giornalismo&#34;</description>
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		<title>FREEDOM FLOTILLA: RIENTRO IN ITALIA PER GLI ATTIVISTI SEQUESTRATI MA IL CUORE BATTE PER LA PALESTINA</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 18:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Lano]]></category>
		<category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category>
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		<description><![CDATA[ROMA, 3 GIU. &#8211; I pacifisti italiani rientrati in patria dopo il blitz israeliano alla nave pacifista “Freedom Flotilla” raccontano di essere stati attaccati con violenza inaudita. La giornalista Angela Lano riferisce di aver temuto per la sua vita e per quella dei suoi colleghi durante l’assalto. Dopo il sequestro di tutte le attrezzature di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span style="color: #99cc00;"><strong><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4064/4666444721_a589ec4c48_m.jpg" alt="Attivisti Freedom Flotilla" width="190" height="130" /></strong></span></span><span style="color: #99cc00;"><strong><span id="more-5910"></span>ROMA, 3 GIU.</strong></span> &#8211; I <strong>pacifisti</strong> italiani rientrati in patria dopo il  blitz israeliano alla <strong>nave pacifista “Freedom Flotilla”</strong> raccontano di  essere stati attaccati con violenza inaudita. La giornalista Angela Lano  riferisce di aver temuto per la sua vita e per quella dei suoi colleghi durante  l’assalto. Dopo il sequestro di tutte le attrezzature di ripresa con cui  cercavano di riprendere l’attacco, la Lano e altre donne sono state trasferite  nel <strong>carcere di Tel Aviv</strong> dove tuttavia non hanno subito alcuna violenza.Un  trattamento diverso è stato riservato agli attivisti: nove di loro sono morti e  venticinque sono stati feriti. <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi rientrano in Italia, oltre ad <strong>Angela Lano</strong>, <strong>Giuseppe Fallisi</strong> e <strong>Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin</strong> (a Milano Malpensa), <strong>Manuel Zani</strong> (a  Fiumicino) e <strong>Marcello Faracci</strong> (in volo per Bruxelles). Il sesto italiano, <strong>Manolo Luppichini</strong>, è rimasto a Tel Aviv perché sprovvisto di passaporto  ma rientrerà in Italia nel pomeriggio insieme al sottosegretario agli Esteri  Stefania Craxi. Fallisi ha riferito che dopo che un ragazzo di origine  palestinese si è messo a discutere con la polizia sono volate parole grosse e  qualche sberla e che a quel punto Manolo è intervenuto per difenderlo e i  poliziotti lo hanno portato via.</p>
<p style="text-align: justify;">Fallisi ha aggiunto che gli attivisti sono stati picchiati sulla nave dai  militari e poi ancora poco fa all&#8217;aeroporto di Tel Aviv e che la detenzione è  avvenuta in un carcere in mezzo al deserto dove non ci sono state violenze e i  detenuti avevano a disposizione una doccia. Manuel Zani, il più giovane tra gli  attivisti italiani fermati durante il blitz, ha detto che “l&#8217;assalto dei soldati  israeliani che si sono avvicinati alla nostra nave a bordo dei gommoni sembrava  una scena del film <em>Apocalypse now</em>&#8230; Io sono andato con i giornalisti  nella cabina di pilotaggio per cercare di filmare quello che stava succedendo,  ma ci hanno sequestrato tutto: ho perso diecimila euro di attrezzature e non so  se le recupererò mai. In Israele non ci torno neanche morto, ma voglio tornare  in Palestina al più presto”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> I primi 488 dei circa 700 pacifisti</strong> della  &#8220;Freedom Flotilla&#8221; rilasciati dalle autorità israeliane sono arrivati nella  notte <strong>all’aeroporto di Ankara</strong> dove li attendevano 10mila persone che  hanno manifestato contro il presidente israeliano Shimon Peres e contro Barak  Obama: e’stato inscenato un funerale di Israele e sono state bruciate delle foto  dei due capi di stato. Gli attivisti hanno incontrato le autorità diplomatiche  nello spazio solitamente riservato all&#8217;arrivo dei capi di Stato: i manifestanti  sono stati trattenuti da un cordone di poliziotti.</p>
<p style="text-align: justify;">I primi a sbarcare sono stati  i diciotto attivisti turchi e un irlandese feriti nel raid che sono stati subito  trasferiti in ospedale dopodiché sono arrivati i 466 attivisti, in gran parte  turchi, tra cui gli italiani che oggi rientrano a casa. A bordo c&#8217;erano anche i  cadaveri dei <strong>nove attivisti morti</strong> lunedì durante l&#8217;attacco dell&#8217;esercito  israeliano alla spedizione pro-Palestina: si tratta di otto turchi e un  americano di origine turca. Altri sei o sette attivisti sono rimasti ricoverati  a Tel Aviv perché non trasportabili data la gravità delle ferite. Un altro aereo  è arrivato stamattina ad Atene con 34 attivisti: 31 greci, due francesi e un  americano.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo l’Italia, insieme agli Stati Uniti e all’Olanda, ha votato contro <strong>la risoluzione  del Consiglio dei diritti umani dell’Onu</strong> approvata a Ginevra che chiede l’istituzione di una missione di inchiesta  internazionale sull’assalto israeliano alla &#8220;Freedom Flotilla&#8221;. La risoluzione è  stata approvata con 32 voti a favore su 47. Gli Stati Uniti hanno proposto a  Israele di svolgere una sua indagine indipendente con la partecipazione di  osservatori americani ma fonti politiche rivelano che Netanyahu non sarebbe  convinto della proposta americana. Il quotidiano Jerusalem Post riferisce la  notizia, di provenienza americana, secondo cui la Ong turca IHH che ha  organizzato la flottiglia umanitaria per Gaza avrebbe avuto contatti con Hamas,  inserita nella lista dei gruppi terroristici del Dipartimento di Stato  americano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Sudafrica ha richiamato il suo ambasciatore in Israele per dimostrare la sua  stretta condanna dell’accaduto mentre il presidente turco Abdullah Gul ha  ribadito che i rapporti con Israele hanno subito «danni irreparabili»  particolare Ankara ha deciso di sospendere tutti gli accordi nei settori idrico  ed energetico. Tra i progetti che sicuramente saranno colpiti c&#8217;è il &#8220;Manavgat  Water&#8221;, che prevedeva la consegna di 50 milioni di metri cubi d&#8217;acqua all&#8217;anno  dalla Turchia a Israele. Inoltre lo Stato ebraico sarebbe escluso dal gasdotto  &#8220;Blue Stream 2&#8243;, che porterà il gas russo, attraverso la Turchia, fino a Libano,  Siria e Cipro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong> Sara Marini<br />
</strong></span></p>
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		<title>FREEDOM FLOTILLA, IL RITORNO IN ROMAGNA DI MANUEL ZANI</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 16:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Zani]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 3 GIU - Manuel Zani, uno degli italiani trattenuti dopo il blitz israeliano, è atterrato a Fiumicino alle 11.50. Dallo scalo romano dovrebbe poi raggiungere Cesena o Rimini. Il suo arrivo infatti dovrebbe essere scortato dalle forze dell&#8217;ordine, per garantirne la sicurezza. L&#8217;arrivo a casa è comunque previsto nel primo pomeriggio dove l’aspetta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: #99cc00; text-transform: uppercase;"><img class="alignleft" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4012/4656760342_b0e3f10dc9_b.jpg" alt="Freedom Flotilla" width="190" height="130" /><span id="more-5882"></span>Roma, 3 GIU</span></span><span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: blue;"> </span></span><span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">- <strong>Manuel Zani</strong>, uno degli italiani trattenuti dopo il <strong>blitz israeliano</strong>, è atterrato a <strong>Fiumicino</strong> alle 11.50. Dallo scalo romano dovrebbe poi raggiungere Cesena o Rimini. Il suo arrivo infatti dovrebbe essere scortato dalle forze dell&#8217;ordine, per garantirne la sicurezza. L&#8217;arrivo a casa è comunque previsto nel primo pomeriggio dove l’aspetta la famiglia in casa, e in rigoroso silenzio stampa. Non è da escludere che prima del ritorno a casa, dove già attendono le troupe Rai, Manuel sia <strong>interrogato</strong> dalle autorità italiane. «L’assalto dei soldati israeliani che si sono avvicinati alla nostra nave a bordo dei gommoni sembrava una scena del film <strong>Apocalypse now</strong>. Vedere tutti quei soldati bardati, col volto coperto… Avevo paura &#8211; continua il video reporter romagnolo –ma per un po’ mi sono goduto la scena. Quando abbiano capito che ci stavano per aggredire ci siamo separati in due gruppi. Io sono andato con i giornalisti nella cabina di pilotaggio per cercare di filmare quello che stava succedendo, ma ci hanno sequestrato tutto: ho perso diecimila euro di attrezzature e non so se le recupererò mai. In Israele non ci torno neanche morto, ma voglio tornare in <strong>Palestina</strong> al più presto».</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Sicuramente non sono state ore facili <span> </span>quelle della <strong>prigionia</strong> in Israele, e uno degli altri quattro italiani ha parlato di <strong>botte</strong> ricevute sin poco prima della liberazione. Per adesso lo aspetta l’abbraccio dei suoi cari, e forse più tardi una festa con amici e non solo nella sua Longiano.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: #99cc00;">Stefania Carboni</span></strong></span></p>
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		<title>ISRAELE E IL VOLTO DISUMANO DELLA DEMOCRAZIA</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 15:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Freedom Flotilla]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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		<description><![CDATA[(A cura di Antonio Del Prete) – “Condanna ipocrita”. Con queste parole il portavoce del ministero degli Esteri, Yigal Palmor, boccia il documento del Consiglio di sicurezza ONU. E ha perfettamente ragione. D’altronde, non si può definire diversamente un atto in cui si rilevano le colpe senza citare il colpevole. Come se il buon nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4012/4656760342_b0e3f10dc9_b.jpg" alt="Sequestro Freedom Flotilla" width="600" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">(A  cura di</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; color: #0070c0;"> <strong><span style="color: #99cc00;">Antonio Del Prete</span></strong></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">)</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> </span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">– “</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Condanna  ipocrita</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">”. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Con queste parole il portavoce del ministero degli Esteri,  Yigal Palmor, boccia il documento del Consiglio di sicurezza ONU</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;">.<span id="more-5872"></span> E ha perfettamente ragione. D’altronde, non si può definire diversamente un atto  in cui si rilevano le colpe senza citare il colpevole. Come se il buon nome  d’Israele fosse da salvaguardare comunque, anche quando l’evidenza non dà  scampo. Gli stessi ministri degli Esteri europei, in calce alla inevitabile  deplorazione dell’eccidio di civili, si sono affrettati a scongiurare violenze e  strumentalizzazioni. Ovviamente la pace va perseguita in tutte le maniere, ma il  modo migliore e più efficace si chiama giustizia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript" src="http://www.juiceadv.com/banner_ext.asp?User=1108&Tipo=70"></script><div style='float: right; margin-top: 0px; margin-left: 7px;'><iframe marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true" src="http://www.juiceadv.com/banner_iframe.asp?user=1108&amp;tipo=5" width="120" height="600"></iframe></div><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana; font-weight: normal;"> Purtroppo, da molti anni, <em>media </em>e politica <span class="uistorymessage"> perseverano nella rappresentazione di un mondo “bipolare”. Da una parte i  &#8220;buoni&#8221;, dall&#8217;altra i &#8220;cattivi&#8221;. O con noi o contro, per continuare a  legittimare porcherie ed orrori. Occorrerebbe, invece, rifiutare questa logica,  spogliarsi degli abiti del &#8220;filo&#8221; e dell&#8217;&#8221;anti&#8221;, ragionare e distinguere.  Bisognerebbe leggere e valutare i fatti, prescindendo da dolori e traumi della  storia, dalle bandiere, dagli interessi. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">L’ONU, peraltro, a proposito  della questione palestinese, ha emanato la risoluzione 1860, risalente all’8  gennaio 2009, con la quale chiede che “siano forniti e distribuiti aiuti  umanitari senza alcun ostacolo”</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">.  Non solo questo è stato impedito, ma l’agguato israeliano è addirittura avvenuto  in acque internazionali. Pertanto, non esagera affatto il <em>premier</em> turco <strong>Erdogan</strong> quando parla di “<strong>terrorismo di Stato</strong>”.  Ad ogni modo, il  capo del governo di Tel Aviv, <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, ha subito rivendicato  la correttezza dell’operazione militare contro la “<strong>Freedom Flotilla</strong>”,  aggiungendo che “<strong>la condanna internazionale non fermerà l&#8217;assedio navale di  Israele alla Striscia di Gaza</strong>”. Insomma, di pace e giustizia non se ne parla  proprio. Né tantomeno di diritti umani. Se è vero, infatti, che Israele,  rispetto ai Paesi arabi, si caratterizza per un assetto politico interno  liberale, certamente più democratico e vicino agli usi occidentali, altrettanto  vere sono le continue violazioni perpetrate contro i civili palestinesi. Assedi,  estenuanti quotidiani <em>check-in</em>, muri, embarghi, terrore e morte.  Dall’altra parte certamente non scherzano i gruppi oltranzisti arabi, spesso  attori nei disumani e vili attacchi kamikaze. Odio e sangue, tuttavia, generano  odio e sangue. <strong>Da un Paese sedicente democratico, insomma, ci si  aspetterebbero condotte e soluzioni altre rispetto alla questione da risolvere</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Così come sarebbe auspicabile l’abbandono degli ipocriti  due pesi e due misure in politica internazionale. <strong>Obama, ad esempio, non ha  ancora condannato Israele per la macelleria di ieri</strong>. Con quale coerenza è  possibile sostenere la doverosità della cosiddetta “missione di pace” in  Afghanistan, generata teoricamente dalla necessità di neutralizzare un pericolo  per le popolazioni civili, e poi tacere di fronte alla prepotenza di uno Stato  che tiene persone in <em>apartheid</em>, e soffoca nel sangue la solidarietà ?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;"><strong> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Antonio Del  Prete</span></strong></span></p>
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