ROMA, 7 FEBBRAIO – Detto, fatto. Come annunciato da giorni, la Lazio ha presentato nella giornata di ieri Louis Saha, centravanti classe 1978, con un trascorso illustre nel Manchester United, acquistato per sopperire all’assenza forzata di Klose, causa infortunio.

Sul giocatore, oltre alle parole di stima di Petkovic e Tare, si è espresso positivamente anche il presidente Claudio Lotito, che ha aperto la conferenza stampa definendolo un “tassello importante”, nel raggiungimento degli obiettivi di alta classifica della Lazio. A chi storce il naso di fronte all’età (34 anni si possono far sentire), Lotito non risponde, affermando che al posto suo parlano la storia e le qualità del giocatore. E allora facciamo un breve excursus su quella che è stata la carriera calcistica di Saha.

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Dopo un avvio poco esaltante, gli anni d’oro sono sicuramente quelli tra il 2000 e il 2004, quando il francese, nel Fulham, segna 53 reti in 117 presenze. Tale rendimento gli consente di passare alla corte di Alex Ferguson, dove rimane fino al 2008, e nel Manchester United si conferma ad alti livelli, con le sue 28 realizzazioni in 86 presenze. Poi il passaggio all’Everton, dove si toglie le ultime soddisfazioni: 27 gol in 97 partite. Nel 2012 cambia due maglie, ma né col Tottenham né con il Sunderland riesce a trovare la continuità di rendimento.

Poi ieri il passaggio in Italia, alla Lazio, dove avrà la possibilità di smentire chi confida poco nei calciatori ultratrentenni.

Riccardo Rollo