MILANO, 23 NOVEMBRE – Missione compiuta, qualificazione raggiunta, rete straordinaria di Mexes e, ciliegina sulla torta, goal di Alexandre Pato agli sgoccioli della partita per assicurare il risultato. Gli ingredienti per far felici i tifosi milanisti e far tirare un sospiro a Massimiliano Allegri c’erano tutti, anche in vista della Juve. Perché se il difensore francese riesce a far goal in rovesciata dal limite dell’area, allora davvero tutto può accadere. Ma è proprio quando si sta rilassati che i colpi fanno più male.

IL CASO PATO – Intervistato a fine gara, il Papero rossonero ha gonfiato le piume e ai microfoni di Mediaset Premium ha parlato con un’inaspettata sicurezza: «Avevo annunciato il goal al mister. Gli ho detto che sarei entrato e avrei chiuso la partita. El Shaarawy sta facendo bene, però adesso vediamo: voglio giocare, adesso viene il mio procuratore (Gilmar Veloz ndr) )e poi vediamo». Per chi, nella partita contro la Fiorentina, ha visto il suo rigore finire in curva, quando il match con i viola era ancora sull’1-0 per questi ultimi, queste parole sono state come unghie sulla lavagna. Sia perché quando si tira in ballo  “il procuratore” non è mai un buon segno, sia perché, ed è la questione più importante, queste dichiarazioni appaiono incredibilmente fuori luogo. A parte le due reti con Malaga e Andrelecht, le prestazioni del giovane brasiliano non hanno mai convinto (per utilizzare un eufemismo), con più ombre che luci. Senza contare il tempo speso in infermeria dal fragilissimo talento carioca.

Ad ogni modo, Massimo Brambati, opinionista di 7 Gold ed ex consulente di mercato di Milan e Juve, in un’intervista pubblicata su IlSussidiario.net, afferma che le frasi di Pato vanno intese come lo sfogo di un giocatore che vorrebbe dare un contributo maggiore alla propria squadra, soprattutto dopo aver realizzato alcuni goal.

[smartads]

È vero che ha avuto il merito di realizzare la rete del pareggio con gli spagnoli, ed è altrettanto vero che con i belgi, oltre alla rete del definitivo 3-1, una sua giocata ha portato all’espulsione di Nuytinck, da cui è nato poi il goal di Mexes. Tuttavia, la prestazione pessima contro la Fiorentina e l’esame nel complesso delle partite giocate dal brasiliano non sono tali da permettergli di pretendere un posto da titolare. Anche in un attacco che ancora stenta a decollare, nonostante il talento dei singoli: tolto il più che fondamentale El Sharaawi, Bojan è ancora incostante, Pazzini non decolla, Robinho sembra essere con la testa già in Brasile e Boateng (quando schierato da attaccante esterno) che fatica molto a ritrovare la condizione.

 

BALOTELLI O MATRI – L’uscita di Pato, ovviamente, non è stata gradita dalla dirigenza milanista, che forse sta ancora pensando all’affare mandato in fumo all’ultimo con il Psg, che a gennaio del 2012 aveva quasi portato a Parigi l’attaccante brasiliano. Il prossimo mercato di riparazione, quindi, potrebbe vedere i rossoneri attivi in entrata anche nel settore avanzato della squadra. È quasi completamente sfumato il sogno Mario Balotelli, in rotta con il Manchester City, e non certo per il gradimento del giocatore che da sempre si era professato un grande ammiratore del Milan, ma per l’irraggiungibile (per le casse milaniste) prezzo del calciatore. Tuttavia, se dovessero arrivare nuovi introiti provenienti dagli investitori cinesi, SuperMario cesserebbe di essere soltanto un sogno proibito e forse anche un semplice sogno. L’attaccante, però, non potrebbe disputare le fasi finali della Champions League.

Concentrandosi su attaccanti dal prezzo più abbordabile, l’occhio di Galliani e Braida è caduto nuovamente su Alessandro Matri (nella foto), attaccante juventino già accostato al Milan nella sessione estiva del mercato. Secondo il Corriere dello Sport, a gennaio, l’ex attaccante del Cagliari, che trova poco spazio nei bianconeri, potrebbe accasarsi a Milanello, in cui è cresciuto nelle giovanili, e ritrovare l’allenatore col quale ha espresso le sue prestazioni migliori, ovvero Massimo Allegri.

In partenza, ormai è quasi certo, è Robinho, che potrebbe tornare nel campionato brasiliano, al Santos. E Pato? Per ora il Milan punta su di lui, ma se ci saranno altre uscite di questo genere, difficilmente a gennaio i vertici milanisti si faranno problemi a cederlo.E questa volta nemmeno l’intervento del presidente Berlusconi potrebbe trattenere il Papero a Milano.

Giovanni Gaeta