MILANO, 30 OTTOBRE – Che siano tempi difficili per Massimiliano Allegri è un dato di fatto. Alla crisi di gioco e di risultati, 10 punti in 9 partite, si aggiungono i soliti infortuni che da un anno a questa parte tormentano il Milan, gli ultimi in ordine di tempo coinvolgono Boateng, Antonini e De Sciglio. Neanche l’ultima vittoria col Genoa, per di più sofferta e non per merito degli avversari, ha scacciato le ombre che si stanno sempre più addensando sulla panchina di Allegri e che stanno prendendo la forma dell’ex allenatore del Barcellona Pep Guardiola.

ALLENATORE – Tuttavia, fortunatamente per il tecnico livornese, la figura di Guardiola rimane per ora una presenza spettrale, ancora senza troppa concretezza, soprattutto considerate le vicissitudini a livello presidenziale del Milan, con Berlusconi che ha annunciato il suo sofferto disimpegno per far fronte alle vicende politiche e giudiziarie.

Guardiola, infatti, potrebbe davvero accettare la corte dei rossoneri, ma solo a determinate ed onerose condizioni, non tanto sul suo contratto quanto sulla capacità di spendere per costruire una squadra competitiva. Insomma, tutto quello che il Milan quest’anno non ha fatto. Per trasformare in realtà il progetto di squadra avallato dal tecnico spagnolo servirebbe una cifra intorno ai 200 milioni di euro ed è per questo che Berlusconi, nonostante il suo passo indietro dal calcio, si è attivato per cercare un partner col quale rilanciare “il club più titolato al mondo”.

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Oltre alla ovvia difficoltà di trovare una partnership, i rossoneri si devono scontrare con la minaccia inglese costituita da Manchester City e Chelsea, sicuramente non a corto di soldi per tentare l’ex blaugrana. Secondo Espn, Abramovich avrebbe offerto 20 milioni a Guardiola. I Citizens, invece, si dicono soddisfatti di Roberto Mancini, benché ormai siano quasi fuori dagli ottavi di Champions. Inoltre, hanno ingaggiato l’ex dirigente blaugrana Ferran Soriano, come direttore generale, e Txiki Beguiristain, come direttore sportivo, due uomini vicini a Guardiola negli anni in blaugrana.

Visto che Pep deciderà il da farsi entro gennaio, se il Milan lo vuole sulla sua panchina dovrà accelerare i tempi e trovare alla svelta le risorse economiche necessarie. Oltre a decidere la sorte di Allegri. Ci potrebbe, però essere un colpo di scena, almeno nella carica che occuperebbe Guardiola, al quale potrebbe essere offerto il ruolo di direttore tecnico.

GIOCATORI – Le ultime voci di mercato che coinvolgono il Milan hanno tutte il colore verdeoro del Brasile. Gilmar Veloz, agente di Pato, su Tuttomercatoweb ha confermato la volontà del Papero di rimanere a Milano: «Ha un contratto con il Milan, che intende rispettare. Non abbiamo parlato del rinnovo. Vedremo. Ma la sua testa è sempre stata proiettata ai rossoneri e a nient’altro». Chi invece potrebbe lasciare Milanello è Robinho, in difficoltà nel nutrito reparto offensivo rossonero. Per lui destinazione Brasile, dove è molto apprezzato. Per puntellare la difesa, oggetto di molte critiche (non che il resto della squadra abbia fatto tanto meglio), il Milan ha in mente il 24enne difensore del Vasco Da Gama, Dedè: dal fisico possente (1,90 per 90 kg) è un giocatore abile sia nel gioco aereo che nell’impostazione a terra e per Braida, da tempo sulle tracce del brasiliano, sarebbe il vero erede di Thiago Silva. 

Giovanni Gaeta