TORINO, 25 OTTOBRELo scambio Quagliarella-Destro è uno dei temi hot della fase che anticipa la sessione di mercato invernale. Ma analizziamo bene la situazione e cerchiamo di scoprire i pro e i contro che le due società potrebbero ricavare da un’eventuale scambio. La Roma ha investito tanto nel progetto Destro. Fin da quando vestiva la maglia della primavera dell’Inter, era considerato un predestinato, come il suo compagno di reparto, un certo Balotelli. Attaccante di sfondamento, il gol è sempre stato il suo biglietto da visita, più dei colpi di tacco e dei doppi passi. Dopo una lunga e infinita trattativa con Genoa e Siena, il d.s. Sabatini è riuscito a portarlo nella capitale, carico di responsabilità e obbiettivi verso la tifoseria più calda e impaziente d’Italia. Anche se il campionato è appena iniziato, i numeri sul campo non coprono quelli finanziari. Zero gol in cinque presenze. Molta sfortuna ma anche qualche erroraccio. Stiamo comunque parlando di un ragazzo del 91’, alla sua prima esperienza in un grande club. C’è da scommettere che il talento e l’esperienza che acquisirà , avranno ragione più degli schemi tattici zemaniani, che lo vogliono più sull’esterno quando in attacco il centravanti di sfondamento è Osvaldo.

Discorso diverso per quanto riguarda Quagliarella. La Juventus ,impegnata su tutti e tre i fronti, sarà obbligata a dover utilizzare spesso il turn-over per non perdere punti preziosi in campionato o partite decisive in Champions. Indispensabile è seguire l’esempio delle grandi squadre della Premier, cioè una panchina all’altezza dei titolari. Tanti impegni, tra nazionali e club, impongono alle squadre maggiormente quotate di investire parecchio, potendo garantire un adeguato sostituto all’allenatore di turno. La dirigenza juventina ha regalato a Conte un pacchetto di attaccanti di tutto rispetto, con giocatori in grado di garantire in ogni partita un alto tasso di qualità. Giovinco e Vucinic sono la coppia d’attacco maggiormente utilizzata da Conte in questo inizio di campionato. Matri si contende il posto di terzo attaccante insieme allo stesso Quagliarella, supportato anche dalle buone prestazioni, specie  in campionato. E con Bendtner adesso che reclama un posto da titolare la situazione può solo ingarbugliarsi di più per il tecnico pugliese. Certo, è sempre meglio avere un’eccedenza di attaccanti piuttosto che una penuria, ma il modulo di Conte prevede solo due punte e i titolari inamovibili sembrano proprio l’italiano e il montenegrino, due che l’aria del centravanti puro ce l’hanno poco.

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Inoltre, aleggiano voci di mercato che vedrebbero un riscaldamento della pista Llorente per la Juventus. Dopo essere stato l’obiettivo maggiormente seguito quest’estate, Marotta ha dovuto cedere alle richieste folli del presidente dell’Atletico Bilbao (40 milioni il prezzo fissato per la sua clausola rescissoria) e dirottare l’attenzione su Destro prima( l’offerta juventina fece vacillare la volontà di Mattia), Berbatov in seguito (un colpo che la Fiorentina e i suoi dirigenti ancora non hanno perdonato) e prendere Bendtner, giocatore dal discreto passato nei Gunners, ma oggetto misterioso fino ad oggi. Insomma chi rimane alla Juve o dimostra di essere indispensabile o si siede in panchina per amore del progetto. C’è solo da vedere chi sia disposto ad accettare il ruolo di gregario.

Lo scambio Quagliarella-Destro sembra irrealizzabile, specie per quanto riguarda la sponda giallorossa, non interessata a privarsi dell’attaccante di Ascoli Piceno, almeno non questo campionato. Se poi esploderà il suo potenziale sta solo a lui dimostrarlo sul campo. Discorso diverso per quanto riguarda Quagliarella, che sembra orientato a lasciare Torino per altra destinazione.

Nicola Lucidi