MILANO, 16 APRILE – La situazione di stallo tra le parti ed una tregua di facciata ha riportato nuovamente l’Apache a calcare i campi di giochi con effetti a dir poco benefici per la Manchester blu. Tripletta per l’argentino nell’ultima apparizione in campionato ammirata dai vertici societari di via Turati, ormai ammaliati dall’ipotesi di far traslocare il bizzoso sudamericano sotto la madonnina.

Difficile trattare con i figliocci dello sceicco, Galliani lo aveva intuito già ai tempi della famosa cena triangolare, quando oltre a Tevez c’era il suo procuratore Kia Joorabchian. Mancava l’altra parte interessata affinche si potesse chiudere a buon fine il cerchio milionario. Milan che aveva difficoltà ad approcciare con gli altri operatori d’oltremanica, viste le esose richieste degli inglesi. 25 milioni più 3 di bonus, Tevez era praticamente rossonero quando Berlusconi bloccò la transazione invitando Galliani ad una repentina retromarcia facendo saltare il tavolo delle trattative.

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A via Turati continuano a monitorare la situazione, ed i contatti con il potente iraniano sono rimasti pressoché gli stessi, per cui dopo il fallimento del piano A, arenatosi in virtù del mancato benestare presidenziale,  si va verso  il piano B, Tevez rossonero a giugno. Le modalità dell’operazione dovrebbero essere le stesse, ma con un conguaglio economico più corposo e con una penale come clausola in caso di mancato riscatto.

Il City vuole tutelarsi, il Milan dal canto suo ha bisogno di nuovi fondi per far decollare l’operazione, per questo motivo oltre al papero a fare le valigie potrebbe essere anche Robinho. Su quest’ultimo è piombato con prepotenza il Santos, suo club d’origine, e nuova suggestione per il futuro. Pato da piazzare in Europa, il Psg resta il principale acquirente, unico canale preferenziale per liberarsi del papero.

Mario Lorenzo Passiatore