Juventus, in primo piano Alessandro Del PieroTORINO, 2 APRILE – Non succedeva da troppo tempo, per situazioni avverse e precedenti da bollino rosso, stagioni dannate e rivoluzioni attentate.

Il timoniere comincia come aveva finito con l’Inter, e gioca ancora specchio con i partenopei, 3-5-2 ma davanti con Vucinic ci va Borriello. Primi assalti ben neutralizzati dagli ospiti che fanno fatica a mantenere il ritmo di Madama, sostenuta da un Stadium ancora stracolmo. Seconda frazione sempre più arrembante, la pressione si fa davvero incalzante, e cresce a dismisura il supporto degli esterni che avvolgono gli uomini di Mazzarri. Su Punizione di Pirlo, Vucinic trova il pertugio, il cui tiro è deviato da Bonucci che beffa De Sanctis. Le squadre si allungano, le maglia azzurre in particolar modo, e allora Vidal si invola sull’out di sinistra e manda in bambola Campagnaro con una serie di finte chiudendo con il mancino sul secondo palo.

Nel finale poi è Quagliarella a mettere il punto esclamativo alla serata, Conte senza voce, ma lo Stadium cantava eccome.

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FUTURO PROSSIMO – La consapevolezza ritrovata, abbinata ad una freschezza atletica da far invidia a chiunque, corsa e sacrificio i bianconeri accorciano a solo due lunghezze la distanza dalla vetta. Undici punti dal terzo posto, un sigillo, una seria ipoteca sul secondo, da fa tirar un sospiro di sollievo a staff e dirigenza. Le porte della grande Europa stanno per aprirsi, con un occhietto al sogno presente che stimola ancora di più l’ambiente in questo clima scudetto.

Onore a chi ha orchestrato con minuziosa perspicacia e attenzione il jet-bunker, che vola candidamente da un lido all’altro evitando eventuali silurate da basi nemiche. Come una corsa a tappe il giro non è ancora finito, il calendario dice Palermo, la storia troppo spesso è stata nefasta.

Dal bunker ci credono per davvero e sanno bene che i numeri restano tali e le tradizioni sono fatte per essere invertite!

Mario Lorenzo Passiatore
Redazione Sport