ROMA, 23 MARZO – Sarà stato un caso che la signora Tina sia tornata allo Stadio proprio ieri sera a 18 anni di distanza dall’ultima volta, gli stessi anni di distanza dall’ultima Coppa Italia  primavera  vinta dalla Roma,  quando il capitano era Francesco Totti. Ci sono riusciti i ragazzi  di Alberto De Rossi  in un Olimpico colorato di Giallorosso ,contro gli avversari di sempre della Juventus.

 La Roma parte forte, sostenuta dai 20 che riempiono metà stadio, dai Distinti Sud a quelli Nord, e da tutto lo staff dirigenziale Romanista, da Baldini a Lui Enrique.

LA PARTITA

[smartads]

Il vantaggio della vittoria d’andata per 2 a 1 sembra rassicurare la Roma, che nei primi 10 minuti tenta di chiudere definitivamente la partita attaccando sulle fasce la Juve: al 7’ ci prova Tallo, l’attaccante  schierato unica punta da De Rossi, ci prova di testa su cross dalla destra di Ciciretti, ma colpisce la palla con la mano. Pochi minuti più tardi al 17’ e lo stesso Ciciretti che con un  sinistro da fuori areadeviato, colpisce il palo. La Juve sembra spesata, forse frenata dall’emozione è un po’ intimorita non riesce quasi mai a concludere in porta per tutto il primo tempo, grazie anche alla classe infinita di capitan Viviani vero leader del centrocampo.

Nella ripresa la partita cambia volto, la Juve è più determinata è attacca in più occasioni  sfiorando diverse volte il gol, con Chisba prima e con De silvestre poi con un diagonale che un Super Pigliacelli riesce a deviare in angolo. La Roma soffre ma tenta di reagire e le occasioni più pericolose arrivano in contropiede: al 57’ Verre lancia  in verticale per Tallo che in area di rigore calcia nell’angolino basso su cui Branescu compie un vero miracolo. Quattro minuti più tardi è Nego ad avere una clamorosa occasione a tu per tu con Branescu che riesce ad ipnotizzarlo. I ragazzi di De Rossi riescono a contenere la Juve  fino al Fischio finale del Signor Debenedetti , dando alla nuova Roma il suo  primo successo e regalando un emozione  ai 20 mila dell’olimpico, un emozione che neanche la signora Tina è riuscita a trattenere.

Ivan Avolio